Il signor Giovanni Facchinetti su L'Arena del 25 aprile mi rimprovera per aver parlato male di don Calabria e dell'Opus Dei. E' evidente, da parte sua, l'errore frutto di una disattenta lettura. La frase “un solo peccato veniale è un male ben più grave e peggiore di questo bombardamento (su Verona)” attribuita, chissà quanto in buona fede, a don Calabria, era tratta, come avevo precisato, dal sito Internet dei simpatizzanti dell'Opus Dei. Costoro, con quel riferimento a don Calabria, cercavano una conferma alla loro aberrante tesi secondo la quale tutte le disgrazie che capitano all'umanità, dai bombardamenti allo tsunami, sono giusti castighi divini e io, quella incredibile frase, l'avevo riportata proprio per denunciare la loro, e non di don Calabria, invereconda dissennatezza.
Un errore di lettura dunque, ovviamente in buona fede, da parte del signor Facchinetti. Però la buona fede non dovrebbe esimere dal fare ogni sforzo per capire bene quel che si legge.
(Lettera al giornale "L'ARENA" inviata 26 aprile 2007)
28 ottobre 2007
23 aprile 2007
17 aprile 2007
Uova marce 2
Al Direttore de “L’Arena”
Egregio Direttore,
leggo ogni giorno “L’Arena” e anche altri quotidiani, seguo i notiziari TV e Radio e perciò ho saputo la vicenda dei bidoni con quintali e quintali di uova putrefatte e ho appreso anche i nomi dei produttori di tali schifezze, però non ho letto, sentito o visto i nomi di chi ha utilizzato quelle schifezze per fare tagliatelle, dolci, gelati, merendine per i bambini ecc.. e, siccome è proprio questo che a me, consumatore, interessa, Le chiedo: mi sono perso qualche notizia, mi è sfuggito qualcosa?
La ringrazio e La saluto
(Lettera inviata al Direttore del giornale "L'Arena" il 4 gennaio 2006, e pubblicata pochi giorni dopo)
Egregio Direttore,
leggo ogni giorno “L’Arena” e anche altri quotidiani, seguo i notiziari TV e Radio e perciò ho saputo la vicenda dei bidoni con quintali e quintali di uova putrefatte e ho appreso anche i nomi dei produttori di tali schifezze, però non ho letto, sentito o visto i nomi di chi ha utilizzato quelle schifezze per fare tagliatelle, dolci, gelati, merendine per i bambini ecc.. e, siccome è proprio questo che a me, consumatore, interessa, Le chiedo: mi sono perso qualche notizia, mi è sfuggito qualcosa?
La ringrazio e La saluto
(Lettera inviata al Direttore del giornale "L'Arena" il 4 gennaio 2006, e pubblicata pochi giorni dopo)
16 aprile 2007
Uova marce negli alimenti
Al Direttore de “L’Arena”
Egregio Direttore,
Lei, molto gentilmente, ha avuto la cortesia alcuni giorni fa di pubblicare una mia lettera nella quale, ricordando la vicenda delle tonnellate di uova marce che da anni venivano commercializzate per la produzione di alimenti, chiedevo come mai, mentre erano noti i nomi dei venditori di quelle uova (alcuni della nostra provincia), nulla era dato sapere su chi, utilizzandole, avesse prodotto tagliatelle, gelati, merendine per bambini e, aggiungo ora per non far torto a nessuno e per restare dalle nostre parti, anche pandori e tortellini. Nelle vetrine dei Supermercati le confezioni di questi alimenti, nella stragrande maggioranza, riportano tra gli “Ingredienti” la dicitura, un po’ equivoca come abbiamo appreso, “uova” e non quella più chiara e, sembra, più rassicurante, “uova fresche”. Dicono che solo una grande azienda dolciaria veronese (la Bauli) abbia sentito il lodevole obbligo di rassicurare i consumatori con un inserto pubblicitario in TV nel quale assicurava che nei suoi prodotti ci sono esclusivamente uova fresche. E gli altri? Si sentono al di sopra di ogni sospetto?
Fanno male, sbagliano, perché molte persone, invece, nutrono (verbo appropriato in questo caso) legittimi e corposi sospetti.
Non pensa, Direttore, che pubblicare i nomi delle Ditte poco attente (mettiamola così) nell’usare gli “ingredienti”, servirebbe, in futuro, a farle stare più attente?
Grazie e distinti saluti
(Lettera inviata al Direttore del giornale "L'Arena" il 12 gennaio 2006, e pubblicata pochi giorni dopo)
Egregio Direttore,
Lei, molto gentilmente, ha avuto la cortesia alcuni giorni fa di pubblicare una mia lettera nella quale, ricordando la vicenda delle tonnellate di uova marce che da anni venivano commercializzate per la produzione di alimenti, chiedevo come mai, mentre erano noti i nomi dei venditori di quelle uova (alcuni della nostra provincia), nulla era dato sapere su chi, utilizzandole, avesse prodotto tagliatelle, gelati, merendine per bambini e, aggiungo ora per non far torto a nessuno e per restare dalle nostre parti, anche pandori e tortellini. Nelle vetrine dei Supermercati le confezioni di questi alimenti, nella stragrande maggioranza, riportano tra gli “Ingredienti” la dicitura, un po’ equivoca come abbiamo appreso, “uova” e non quella più chiara e, sembra, più rassicurante, “uova fresche”. Dicono che solo una grande azienda dolciaria veronese (la Bauli) abbia sentito il lodevole obbligo di rassicurare i consumatori con un inserto pubblicitario in TV nel quale assicurava che nei suoi prodotti ci sono esclusivamente uova fresche. E gli altri? Si sentono al di sopra di ogni sospetto?
Fanno male, sbagliano, perché molte persone, invece, nutrono (verbo appropriato in questo caso) legittimi e corposi sospetti.
Non pensa, Direttore, che pubblicare i nomi delle Ditte poco attente (mettiamola così) nell’usare gli “ingredienti”, servirebbe, in futuro, a farle stare più attente?
Grazie e distinti saluti
(Lettera inviata al Direttore del giornale "L'Arena" il 12 gennaio 2006, e pubblicata pochi giorni dopo)
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