Intervento a radiopop 2-12-11 su Diario leghista, aeroporto, Alfano, primarie...
Cronache leghiste. L'altra sera a Sommacampagna, importate comune a pochi chilometri da Verona, tempesta in consiglio comunale. Il motivo? La minoranza vuole che il sindaco si dimetta. E perché mai?
Perché il sindaco è tale Gianluigi Soardi quello che quando era anche presidente della Azienda Trasporti, ATV, si intascava soldi che non avrebbe potuto intascare, che usava i mezzi della azienda che presiedeva per scarozzare sé stesso e la famiglia in villeggiatura, che usava gli autisti della azienda pubblica che presiedeva per accompagnare la figlia all'università.
Per questo e per altri reati s'è dovuto dimettere dalla carica di presidente della Azienda trasporti ed è stato condannato in prima istanza a tre anni e due mesi.
Pensate che, tra l'altro, da un suo amico, gestore di un bar in piazza Erbe, si faceva consegnare pacchetti di scontrini per consumazioni non ritirati dai clienti e poi questi pacchetti, ben stretti con un elastico, li consegnava in Azienda per avere il rimborso spese per cappuccini e brioches consumati da altri.
Ripeto si è dimesso da presidente dell'Azienda Trasporti ma non vuole dimettersi da sindaco come giustamente chiedono i cittadini di Sommacampagna e, naturalmente, ha la piena solidarietà del sindaco di Verona Tosi ed è partito per un mese di ferie questa volta con la sua macchina.
Piena solidarietà anche al sindaco leghista di Oppeano. Solidarietà non espressa pubblicamente questa volta perché questo sindaco fa parte del cosiddetto “cerchio magico”, bossiano mentre Tosi è maroniano.
Il sindaco di Oppeano si chiama Alessandro Montagnoli che è anche deputato e per chi ogni tanto segue i dibattiti parlamentari in televisione è quello con la faccia un po' da uovo sodo in seconda o terza fila con grande fazzoletto verde che esce dal taschino e relativa cravatta ancora più verde, che non ha mai fatto niente, né una proposta di legge né un intervento su argomenti di rilievo ma però si sbraccia e urla sempre. Impossibile non notarlo.
Un anno fa circa questo sindaco aveva deciso l'estromissione dal consiglio comunale di Oppeano di sei consiglieri che non erano d'accordo con la sua politica.
Cioè aveva deciso che non potevano più stare in consiglio e li aveva sostituiti con altri sei cittadini che non erano stati eletti.
Una cosa da baracconi, da circo con tutto il rispetto per il circo nel quale però i pagliacci fanno ridere per onesto mestiere.
E tale la devono aver ritenuta anche i giudici perché per ben due volte con due sentenze, l'ultima è dell'altro giorno, hanno deciso che il sindaco leghista di Oppeano era fuori di testa e che i sei consiglieri dovevano essere reintegrati nella loro carica. E così è stato e adesso tutte le delibere votate dal consiglio in loro assenza saranno invalidate.
Per oggi le cronache leghiste finiscono qui.
Qualche sera fa durante uno dei soliti confronti televisivi l'ex ministro della giustizia Angelino Alfano è subito partito all 'attacco accusando di imbecillità quanti affermavano che via Berlusconi tutto sarebbe andato meglio, conti pubblici, situazione economica e la nostra credibilità in Europa sarebbe risalita a livelli accettabili.
I presenti, esponenti del PD, dell' Udc e di altri partiti rappresentati in Parlamento(la sinistra in Parlamento non c'è più) ammutoliti, quasi impauriti hanno balbettato giustificazioni incomprensibili.
Nessuno che abbia avuto la prontezza di replicare al prestanome di Berlusconi: “ ...caro Angelino forse noi siamo stati troppo ottimisti ma considera il fatto che, si, è vero, Berlusconi non c'è più ma ci siete ancora tutti voi in maggioranza in Parlamento e l'Europa ricorda bene che siete gli stessi, tu compreso Angelino, che avete detto di credere che il vostro capo era veramente convinto che Ruby fosse la nipotina di Mubarak ragion per cui l'Europa non è ancora sicura che qui la storia sia cambiata perché voi siete sempre li anche se Monti fa di tutto per far credere che le cose stiano cambiando”.
Nessuno ha saputo dire queste semplici verità. D'altra parte adesso Alfano, Bersani, Casini sono tutti nella stessa maggioranza e per chi prima era all'opposizione deve essere una sensazione tra l'euforico e l'ottundimento, un po' come un effetto oppio (Marx non c'entra).
Torniamo a Verona.
Un anno fa i carabinieri dei Nas, i nuclei antisofisticazioni, scoprirono che in uno stabilimento di Vigasio specializzato per la conservazione di sostanze alimentari c' erano dieci milioni di uova destinate alla commercializzazione per gran parte putrefatte e tenute in ambiente igienicamente non adatto tra topi e sporcizia.
Da radio popolare avanzai una richiesta: e cioè che era diritto dei cittadini sapere la fine che abitualmente facevano le uova conservate in quel stabilimento cioè se, per caso, finissero impastate sulle nostre tavole.
Allora non ci fu risposta.
Ieri l'iter giudiziario si è concluso e la proprietaria dello stabilimento finirà per cavarsela con una oblazione di 40 mila euro.
Però ora si sa per certo, l'ha detto il giudice, che quelle uova erano destinate alla produzione di dolci natalizi.
Rinnovo la richiesta.
Per piacere, in questi giorni nei quali le nostre belle piazze sono imbarbarite da enormi alberi di natale di plastica pagati dalle più note ditte produttrici di quel tipo di dolci, pandori e panettoni, potete dirci quali sono le ditte che si rifornivano in quel tal stabilimento?
Così, tanto per sapere cosa mangiamo.
E' chiedere troppo?
Il sindaco, per legge, è responsabile della salute dei cittadini.
Ha qualcosa da dire?
giorgio.bragaja@gmail.com
La trascrizione di questo e dei precedenti interventi su: giorgiobragaja.blogspot.com
e su: radio popolare Verona
02 dicembre 2011
25 novembre 2011
intervento a radiopop 25-11-2011 su una mostra, il trio e Tosi, aeroporto, Monti e altro
Domani sabato al palazzo della Gran Guardia si aprirà la mostra sul settecento italiano (e veronese).Pare che sia una bella mostra.
Quando i visitatori usciranno dal palazzo e scenderanno i gradini per accedere alla piazza, con ancora negli occhi le bellezze del Cignaroli e del Tiepolo, si troveranno di fronte il monumento alla pace, il Muro, piazzato sui bordi dei giardini pochi giorni fa per iniziativa dell'assessore Polato, AN, e della giunta del leghistaTosi e acconsentito dalla sovrintendente.
Tre metri per tre di orrenda bruttezza.
Dal Tiepolo a Polato e Tosi. Come dire “L'eccezionalità del lascito e la miseria del restituito”.
I progenitori ci hanno donato gli affreschi del grande veneziano, i disegni del veronese Cignaroli e noi lasceremo ai nostri discendenti tre metri per tre di cemento imbrattato.
Il sindaco Tosi...
Qualcuno a questo punto può dire: ma basta con Tosi!
E perché basta? Tra pochi mesi ci saranno le elezioni per il rinnovo della amministrazione comunale nella nostra città, e dunque se la giunta il suo capoufficio stampa, le radio e le televisioni locali hanno cominciato, quasi tutti, a cantarne le lodi, compreso a livello nazionale anche qualcuno “di sinistra”, perché chi non è d'accordo dovrebbe parlare solo d'altro?
Dunque il sindaco Tosi è stato corteggiato, blandito, colmato di compiacenti affettuosità dal terzetto di politici importanti venuti a Verona per un convegno del terzo polo, Casini, Fini e Rutelli.
Le foto e le riprese televisive ce li hanno mostrati sorridenti e con un sindaco palesemente soddisfatto. Come se dalla bocca gli uscisse un fumetto con dentro scritto:” ...se continua così vinco alla grande anche senza fare campagna elettorale e poi si vedrà”.
Tosi il buono, con patente di democratico rilasciatagli dai tre.
Poche ore dopo però il siparietto si è aperto su un'altra rappresentazione, più vera.
Il Presidente Napolitano dice che è una follia non consentire ai figli di immigrati, che sono nati in Italia, di avere la cittadinanza italiana e invita il Parlamento a provvedere con una legge.
Sono bambini e ragazzi che, nati sul nostro suolo, frequentano le nostre scuole parlano la nostra lingua spesso i nostri dialetti. E' una proposta saggia, buona.
Il governatore Zaia dice no perché:”La cittadinanza è un diritto di sangue”. Neanche Conan il barbaro.
Tosi, a chi gli chiede il suo parere risponde spezzante: ci sono cose più importanti e serie da fare.
Si, come per esempio i trasferimenti dei ministeri in Padania o, in Parlamento, votare compatti con Berlusconi che Ruby era la nipote di Mubarak o, a Verona, istituire le ronde padane miste con solenne presentazione in piazza Erbe.
Dunque sorrisi e strette di mano con i notabili che servono perché, non si sa mai, magari finiremo insieme, pugno duro, invece, con i più deboli.
L'aeroporto. Una serie di begli articoli, documentati, di Maurizio Battista su “L'Arena”, ci ha informati delle vicende dell'aeroporto Catullo e del suo associato di Montichiari.
Debiti, bilanci in rosso per molti milioni, gestione inadeguata, consulenze esterne superpagate.
Questo nella passata gestione sulla quale però non si capisce perché i soci di allora che sono anche quelli di adesso siano piuttosto reticenti nel definire le responsabilità.
Se il presidente di allora è stato il primo responsabile di quel disastro come appare chiaramente dagli articoli perché gli è stato ancora assegnato un posto di responsabilità sempre nella gestione dell'aeroporto?
Potrebbe dire cose che è meglio non si sappiano?
E ora qualcosa sul governo Monti però prima una pausa allegra(si fa per dire).
Una coppia di veronesi Lollo Montresor e signora commercianti di bovini e proprietari di alberghi denunciavano al fisco lui 6 euro lei un euro.
La Guardia di Finanza scopre che hanno centinaia e centinaia di milioni dirottati all'estero e che stavano per incassarne altre centinaia con la vendita di un terreno edificabile grande come duecento campi di calcio.
Monti, governo Monti. Ha una maggioranza bulgara. Da Cicchitto a Bersani e tutti, quasi tutti, dicono : ..è per bene, è serio, è corretto fa rispettare le regole” e, infatti, per il suo comportamento come commissario europeo imponeva il rispetto delle regole anche contro i potenti della finanza come nella causa contro Intersoft il potentato della comunicazione per difendere il libero mercato europeo tanto che lo chiamavano “lo zar antitrust”.
E' stato anche consulente della Coca Cola, della commissione Trilaterale, della finanziaria Golden Sachs. Sempre facendo rispettare le regole del libero mercato e della finanza.
Però tutti, quasi tutti non dicono che proprio con quelle regole, rispettando quelle regole, agendo secondo quelle regole, il libero mercato e la finanza internazionale hanno buttato sul lastrico interi Stati, hanno compresso la spinta verso la libertà di intere popolazioni.
Lo stato delle cose è questo e Monti rappresenta la faccia per bene, pulita di questo stato di cose e dopo Berlusconi e la sua corte dei miracoli non si può non tirare un sospiro di sollievo ma senza illusioni. Prima di tutto perché la corte dei miracoli c'è ancora e poi perché Monti farà rispettare le regole ma queste regole sono quelle di Marchionne piuttosto che quelle della FIOM.
giorgio.bragaja@gmail.com
La trscrizione di questo e dei precedenti interventi su: giorgiobragaja.blogspot.com
e su: radio popolare Verona
Domani sabato al palazzo della Gran Guardia si aprirà la mostra sul settecento italiano (e veronese).Pare che sia una bella mostra.
Quando i visitatori usciranno dal palazzo e scenderanno i gradini per accedere alla piazza, con ancora negli occhi le bellezze del Cignaroli e del Tiepolo, si troveranno di fronte il monumento alla pace, il Muro, piazzato sui bordi dei giardini pochi giorni fa per iniziativa dell'assessore Polato, AN, e della giunta del leghistaTosi e acconsentito dalla sovrintendente.
Tre metri per tre di orrenda bruttezza.
Dal Tiepolo a Polato e Tosi. Come dire “L'eccezionalità del lascito e la miseria del restituito”.
I progenitori ci hanno donato gli affreschi del grande veneziano, i disegni del veronese Cignaroli e noi lasceremo ai nostri discendenti tre metri per tre di cemento imbrattato.
Il sindaco Tosi...
Qualcuno a questo punto può dire: ma basta con Tosi!
E perché basta? Tra pochi mesi ci saranno le elezioni per il rinnovo della amministrazione comunale nella nostra città, e dunque se la giunta il suo capoufficio stampa, le radio e le televisioni locali hanno cominciato, quasi tutti, a cantarne le lodi, compreso a livello nazionale anche qualcuno “di sinistra”, perché chi non è d'accordo dovrebbe parlare solo d'altro?
Dunque il sindaco Tosi è stato corteggiato, blandito, colmato di compiacenti affettuosità dal terzetto di politici importanti venuti a Verona per un convegno del terzo polo, Casini, Fini e Rutelli.
Le foto e le riprese televisive ce li hanno mostrati sorridenti e con un sindaco palesemente soddisfatto. Come se dalla bocca gli uscisse un fumetto con dentro scritto:” ...se continua così vinco alla grande anche senza fare campagna elettorale e poi si vedrà”.
Tosi il buono, con patente di democratico rilasciatagli dai tre.
Poche ore dopo però il siparietto si è aperto su un'altra rappresentazione, più vera.
Il Presidente Napolitano dice che è una follia non consentire ai figli di immigrati, che sono nati in Italia, di avere la cittadinanza italiana e invita il Parlamento a provvedere con una legge.
Sono bambini e ragazzi che, nati sul nostro suolo, frequentano le nostre scuole parlano la nostra lingua spesso i nostri dialetti. E' una proposta saggia, buona.
Il governatore Zaia dice no perché:”La cittadinanza è un diritto di sangue”. Neanche Conan il barbaro.
Tosi, a chi gli chiede il suo parere risponde spezzante: ci sono cose più importanti e serie da fare.
Si, come per esempio i trasferimenti dei ministeri in Padania o, in Parlamento, votare compatti con Berlusconi che Ruby era la nipote di Mubarak o, a Verona, istituire le ronde padane miste con solenne presentazione in piazza Erbe.
Dunque sorrisi e strette di mano con i notabili che servono perché, non si sa mai, magari finiremo insieme, pugno duro, invece, con i più deboli.
L'aeroporto. Una serie di begli articoli, documentati, di Maurizio Battista su “L'Arena”, ci ha informati delle vicende dell'aeroporto Catullo e del suo associato di Montichiari.
Debiti, bilanci in rosso per molti milioni, gestione inadeguata, consulenze esterne superpagate.
Questo nella passata gestione sulla quale però non si capisce perché i soci di allora che sono anche quelli di adesso siano piuttosto reticenti nel definire le responsabilità.
Se il presidente di allora è stato il primo responsabile di quel disastro come appare chiaramente dagli articoli perché gli è stato ancora assegnato un posto di responsabilità sempre nella gestione dell'aeroporto?
Potrebbe dire cose che è meglio non si sappiano?
E ora qualcosa sul governo Monti però prima una pausa allegra(si fa per dire).
Una coppia di veronesi Lollo Montresor e signora commercianti di bovini e proprietari di alberghi denunciavano al fisco lui 6 euro lei un euro.
La Guardia di Finanza scopre che hanno centinaia e centinaia di milioni dirottati all'estero e che stavano per incassarne altre centinaia con la vendita di un terreno edificabile grande come duecento campi di calcio.
Monti, governo Monti. Ha una maggioranza bulgara. Da Cicchitto a Bersani e tutti, quasi tutti, dicono : ..è per bene, è serio, è corretto fa rispettare le regole” e, infatti, per il suo comportamento come commissario europeo imponeva il rispetto delle regole anche contro i potenti della finanza come nella causa contro Intersoft il potentato della comunicazione per difendere il libero mercato europeo tanto che lo chiamavano “lo zar antitrust”.
E' stato anche consulente della Coca Cola, della commissione Trilaterale, della finanziaria Golden Sachs. Sempre facendo rispettare le regole del libero mercato e della finanza.
Però tutti, quasi tutti non dicono che proprio con quelle regole, rispettando quelle regole, agendo secondo quelle regole, il libero mercato e la finanza internazionale hanno buttato sul lastrico interi Stati, hanno compresso la spinta verso la libertà di intere popolazioni.
Lo stato delle cose è questo e Monti rappresenta la faccia per bene, pulita di questo stato di cose e dopo Berlusconi e la sua corte dei miracoli non si può non tirare un sospiro di sollievo ma senza illusioni. Prima di tutto perché la corte dei miracoli c'è ancora e poi perché Monti farà rispettare le regole ma queste regole sono quelle di Marchionne piuttosto che quelle della FIOM.
giorgio.bragaja@gmail.com
La trscrizione di questo e dei precedenti interventi su: giorgiobragaja.blogspot.com
e su: radio popolare Verona
18 novembre 2011
intervento a radiopop 18-11-2011 mai contenti? banchieri che vengono e bancari che vanno, topi...
In apertura tre brevissime note.
La prima: anch'io come la maggioranza degli italiani alla notizia della fuga di Berlusconi ho brindato.
La seconda: tra non molto si chiederanno, a nostra vergogna, “...ma veramente c'è stata un epoca nella quale persone come La Russa, la Brambilla, Calderoli, la Gelmini erano ministri della Repubblica?
La terza: Monti, un mese fa ha scritto sul “Corriere della sera”: “...in Italia c'è stata una maggiore influenza della cultura marxista rispetto a quella liberale ma tutto questo può venire superato e l'abbiamo visto di recente con le due importanti riforme dovute a Mariastella Gelmini e a Sergio Marchionne. Grazie alla loro determinazione verrà un po' ridotto l'handicap dell'Italia nel formare studenti, nel fare ricerca, nel fabbricare automobili”.
E ora in Parlamento tutti uniti, quelli di Berlusconi con quelli di Bersani, di Casini e di Fini, tutti contenti tranne la Lega che pensa solo alla Padania e a recuperare i voti persi e i grandi giornali sprecano le lodi e avvertono: Monti userà il bastone e la carota.
Sono convinto che non esistono governi tecnici, governi neutri e neutrali. Sono sempre, tutti, governi politici e questo, per dirla usando una categoria gramsciana, è un governo “organico” alla borghesia. E per questo temo di sapere già chi avrà la carota e chi, invece, sentirà il bastone.
Banchieri che entrano, nel Governo, e bancari che escono, dal posto di lavoro.
Unicredit, che ha avuto 10 miliardi di perdite nel trimestre, ha infatti annunciato che entro il 2015 (praticamente comincerà subito) licenzierà cinquemila dipendenti.
Bossi due anni fa aveva ordinato ai suoi: “occupate le banche del Nord” e il sindaco Tosi aveva prontamente ubbidito e aveva piazzato uomini di provata fede leghista e tosiana nelle banche veronesi, Banco Popolare e Unicredit e instaurato rapporti di affettuosa amicizia con i rispettivi presidenti già omaggiati da Tosi con le vicende del Polo finanziario fantasma e con le acquisizioni patrimoniali.
Ora si tratta di vedere se Tosi metterà altrettanto impegno e interesse nell'impedire che centinaia di dipendenti veronesi vengano sfrattati dal loro posto di lavoro.
In città e provincia dopo le dimissioni di Berlusconi volano coltelli nel Pdl e nella Lega. L'epiteto più gentile è “topi” poi, nell'ordine, “traditori” e altri irripetibili.
E anche dispetti sulle spalle dei cittadini. Tosi reclamava da Roma i soldi per il filobus che, diceva, sono inspiegabilmente bloccati al Cipe, il comitato interministeriale che coordina i finanziamenti pubblici.
Giorgetti del Pdl che era sottosegretario all'Economia del governo Berlusconi e perciò influente sulle decisioni del Cipe la tirava in lungo e poi, nell'ultimo giorno del governo, faceva sapere che oramai era troppo tardi, che il Cipe non poteva più decidere nulla.
I leghisti veronesi hanno fatto capire che l'arrivo a Verona dei soldi per il filobus avrebbe portato acqua al mulino elettorale della lista Tosi e questo al Pdl veronese, e a Giorgetti in particolare, non andava bene. Il filobus può aspettare e l'ex sottosegretario Giorgetti minaccia querele.
Altro argomento.
Un paio di anni fa sembrava che fosse fatta. Il più grande ospedale privato che si fosse mai visto stava per sorgere a pochi chilometri da Verona, in quel di Tregnago.
E' vero avrebbe devastato un intero territorio con cemento e asfalto ma avrebbe portato ricchezza e avrebbe fatto viver la gente fino a 120 anni.
Così dissero il giorno della posa della prima pietra le personalità che officiarono la cerimonia cioè Berlusconi e il prete veronese don Verzè proprietario della Fondazione san Raffaele.
Ora don Verzè è di nuovo sotto inchiesta da parte della magistratura e questa volta per bancarotta.
Di nuovo perché già anni fa era stato condannato per corruzione, istigazione alla corruzione e ricettazione. La sua fondazione ha un passivo di un miliardo e mezzo e si parla di esportazione di capitali all'estero e altro e dunque, per fortuna, quella prima pietra è anche l'unica.
Don Verzè era grande amico di Berlusconi tanto da dichiarare: “.....la discesa in campo di Silvio è una benedizione per il Paese, un dono di Dio all'Italia”.
Se è vero che ognuno ha gli amici che si merita mai coppia di amici fu così ben assortita.
Dopo 25 giorni di carcere il giudice per le indagini preliminari ha concesso gli arresti domiciliari, in attesa del processo che si svolgerà in dicembre, ai tifosi della squadra di calcio calcio Hellas-Verona accusati di resistenza a pubblico ufficiale, lancio di oggetti e altro...
La squadra per altri episodi, cori razzisti, insulti, striscioni si è vista arrivare un altra multa di settemila euro che vanno ad aggiungersi ai precedenti e ho perso il conto ma sono tanti, troppi soldi tanto che il presidente Martinelli ha detto che se continua così non ce la fa più.
Allenatore, giocatori zitti. giornalisti sportivi minimizzano o non ne parlano.
Il sindaco Tosi aveva fatto capire che gli arresti per i tifosi erano una misura esagerata.
Naturalmente nessuna parola di solidarietà per l'immigrato del Bangladesh al quale era stato sfasciato il misero chiosco di bibite con il quale manteneva la famiglia
Ieri sera ho visto la trasmissione di Santoro con Tosi protagonista principale e coccolato dal conduttore.
Secondo me quando si portano in trasmissione le persone bisognerebbe prima di tutto presentarle.
Cioè dire: “Qui questa sera c'è il signor Caio che è, che so, ingegnere e ha fatto questo e quest'altro.
Se c'è Tosi bisognerebbe presentarlo così, con precisione: “Qui c'è il sindaco leghista di Verona Tosi condannato in via definitiva per razzismo, ideatore delle ronde padane, della caccia ai campi rom,delle ordinanze cotro diseredati ed emarginati e che ha nominato responsabile e coordinatore del suo movimento “Lista Tosi” tale Miglioranzi che cantava le lodi del capitano Priebke il macellaio nazista delle fosse Ardeatine e ora, fatta la presentazione, parliamo pure con lui del governo Monti.
giorgio.bragaja@gmail.com
La trascrizione di questo e dei precedenti interventi su: giorgiobragaja.blogspot.com
e su: radio popolare Verona
In apertura tre brevissime note.
La prima: anch'io come la maggioranza degli italiani alla notizia della fuga di Berlusconi ho brindato.
La seconda: tra non molto si chiederanno, a nostra vergogna, “...ma veramente c'è stata un epoca nella quale persone come La Russa, la Brambilla, Calderoli, la Gelmini erano ministri della Repubblica?
La terza: Monti, un mese fa ha scritto sul “Corriere della sera”: “...in Italia c'è stata una maggiore influenza della cultura marxista rispetto a quella liberale ma tutto questo può venire superato e l'abbiamo visto di recente con le due importanti riforme dovute a Mariastella Gelmini e a Sergio Marchionne. Grazie alla loro determinazione verrà un po' ridotto l'handicap dell'Italia nel formare studenti, nel fare ricerca, nel fabbricare automobili”.
E ora in Parlamento tutti uniti, quelli di Berlusconi con quelli di Bersani, di Casini e di Fini, tutti contenti tranne la Lega che pensa solo alla Padania e a recuperare i voti persi e i grandi giornali sprecano le lodi e avvertono: Monti userà il bastone e la carota.
Sono convinto che non esistono governi tecnici, governi neutri e neutrali. Sono sempre, tutti, governi politici e questo, per dirla usando una categoria gramsciana, è un governo “organico” alla borghesia. E per questo temo di sapere già chi avrà la carota e chi, invece, sentirà il bastone.
Banchieri che entrano, nel Governo, e bancari che escono, dal posto di lavoro.
Unicredit, che ha avuto 10 miliardi di perdite nel trimestre, ha infatti annunciato che entro il 2015 (praticamente comincerà subito) licenzierà cinquemila dipendenti.
Bossi due anni fa aveva ordinato ai suoi: “occupate le banche del Nord” e il sindaco Tosi aveva prontamente ubbidito e aveva piazzato uomini di provata fede leghista e tosiana nelle banche veronesi, Banco Popolare e Unicredit e instaurato rapporti di affettuosa amicizia con i rispettivi presidenti già omaggiati da Tosi con le vicende del Polo finanziario fantasma e con le acquisizioni patrimoniali.
Ora si tratta di vedere se Tosi metterà altrettanto impegno e interesse nell'impedire che centinaia di dipendenti veronesi vengano sfrattati dal loro posto di lavoro.
In città e provincia dopo le dimissioni di Berlusconi volano coltelli nel Pdl e nella Lega. L'epiteto più gentile è “topi” poi, nell'ordine, “traditori” e altri irripetibili.
E anche dispetti sulle spalle dei cittadini. Tosi reclamava da Roma i soldi per il filobus che, diceva, sono inspiegabilmente bloccati al Cipe, il comitato interministeriale che coordina i finanziamenti pubblici.
Giorgetti del Pdl che era sottosegretario all'Economia del governo Berlusconi e perciò influente sulle decisioni del Cipe la tirava in lungo e poi, nell'ultimo giorno del governo, faceva sapere che oramai era troppo tardi, che il Cipe non poteva più decidere nulla.
I leghisti veronesi hanno fatto capire che l'arrivo a Verona dei soldi per il filobus avrebbe portato acqua al mulino elettorale della lista Tosi e questo al Pdl veronese, e a Giorgetti in particolare, non andava bene. Il filobus può aspettare e l'ex sottosegretario Giorgetti minaccia querele.
Altro argomento.
Un paio di anni fa sembrava che fosse fatta. Il più grande ospedale privato che si fosse mai visto stava per sorgere a pochi chilometri da Verona, in quel di Tregnago.
E' vero avrebbe devastato un intero territorio con cemento e asfalto ma avrebbe portato ricchezza e avrebbe fatto viver la gente fino a 120 anni.
Così dissero il giorno della posa della prima pietra le personalità che officiarono la cerimonia cioè Berlusconi e il prete veronese don Verzè proprietario della Fondazione san Raffaele.
Ora don Verzè è di nuovo sotto inchiesta da parte della magistratura e questa volta per bancarotta.
Di nuovo perché già anni fa era stato condannato per corruzione, istigazione alla corruzione e ricettazione. La sua fondazione ha un passivo di un miliardo e mezzo e si parla di esportazione di capitali all'estero e altro e dunque, per fortuna, quella prima pietra è anche l'unica.
Don Verzè era grande amico di Berlusconi tanto da dichiarare: “.....la discesa in campo di Silvio è una benedizione per il Paese, un dono di Dio all'Italia”.
Se è vero che ognuno ha gli amici che si merita mai coppia di amici fu così ben assortita.
Dopo 25 giorni di carcere il giudice per le indagini preliminari ha concesso gli arresti domiciliari, in attesa del processo che si svolgerà in dicembre, ai tifosi della squadra di calcio calcio Hellas-Verona accusati di resistenza a pubblico ufficiale, lancio di oggetti e altro...
La squadra per altri episodi, cori razzisti, insulti, striscioni si è vista arrivare un altra multa di settemila euro che vanno ad aggiungersi ai precedenti e ho perso il conto ma sono tanti, troppi soldi tanto che il presidente Martinelli ha detto che se continua così non ce la fa più.
Allenatore, giocatori zitti. giornalisti sportivi minimizzano o non ne parlano.
Il sindaco Tosi aveva fatto capire che gli arresti per i tifosi erano una misura esagerata.
Naturalmente nessuna parola di solidarietà per l'immigrato del Bangladesh al quale era stato sfasciato il misero chiosco di bibite con il quale manteneva la famiglia
Ieri sera ho visto la trasmissione di Santoro con Tosi protagonista principale e coccolato dal conduttore.
Secondo me quando si portano in trasmissione le persone bisognerebbe prima di tutto presentarle.
Cioè dire: “Qui questa sera c'è il signor Caio che è, che so, ingegnere e ha fatto questo e quest'altro.
Se c'è Tosi bisognerebbe presentarlo così, con precisione: “Qui c'è il sindaco leghista di Verona Tosi condannato in via definitiva per razzismo, ideatore delle ronde padane, della caccia ai campi rom,delle ordinanze cotro diseredati ed emarginati e che ha nominato responsabile e coordinatore del suo movimento “Lista Tosi” tale Miglioranzi che cantava le lodi del capitano Priebke il macellaio nazista delle fosse Ardeatine e ora, fatta la presentazione, parliamo pure con lui del governo Monti.
giorgio.bragaja@gmail.com
La trascrizione di questo e dei precedenti interventi su: giorgiobragaja.blogspot.com
e su: radio popolare Verona
11 novembre 2011
intervento a radiopop 11-11-11 se ne va? davvero? c'è una sovrintendenza a Verona? e altro.
Il direttore de “L'Arena” Maurizio Cattaneo ieri, dopo le quasi dimissioni di Berlusconi, scriveva: “Berlusconi è stato un leader che ha giocato la sua parabola politica sulla possibilità, anche economica, di beneficiare gli amici e cancellare il dissenso. Il risultato? Dopo vent'anni un partito ancora adolescente, una insufficiente selezione dei vertici e l'infanticidio di ogni delfino che potesse dargli ombra.”
E prosegue “Il premier nel momento peggiore per il Paese si è trovato così circondato da troppi eletti decisi a tavolino da tropi yes man o donnine rampanti che per rimanere nelle grazie del sovrano tolleravano ogni tipo di stravaganze e da troppi furbi che offrivano fedeltà in cambio di prebende”.
Cattaneo come Travaglio?
Però qualche tempo fa era, più o meno, come Feltri e Sallusti. Berlusconi per il direttore de “L'Arena” era il meglio sulla piazza.
Del resto nessuna meraviglia, ora sta arrivando il “governo tecnico” di larga maggioranza e un po' tutti si mettono alla porta. Non per andarsene ma bussano per chiedere qualche posticino.
Persino i più arrabbiati berlusconiani come Cicchito e Lupi e capirete se non busseranno anche i vari Giorgetti veronesi.
Ci siamo liberati, ci stiamo liberando, di Berlusconi e, ora, dovrebbe essere giunto il tempo di fare veramente politica di affrontare problemi come il lavoro, l'ambiente...ma un governo”tecnico” come li affronterà? Come un governo tecnico, è ovvio, si dirà.
Solo che non esistono governi tecnici. Sono sempre, tutti, governi politici e quando si chiamano, quando si autodefiniscono “tecnici”, sono sempre spostati a destra.
Soprattutto quando sono di larga maggioranza sono i più pericolosi.
Cioè governi che vedono insieme Alfano e Franceschini, Brunetta e la Bindi e che sono benedetti dal viatico di Berlusconi.
Per bene che vada saranno dolori per i soliti noti cioè per quelli che hanno sempre pagato mentre quelli che non hanno mai pagato continueranno a non pagare.
Che sia in settembre, in novembre, in agosto, in aprile non importa ma verrà anche per noi un 14 luglio da festeggiare come festa nazionale assieme al 25 aprile?
Per i pochissimi (mi auguro) che non lo sanno il 14 luglio del 1789 i cittadini francesi demolirono la Bastiglia, il simbolo della tirannia, senza fare vittime e cambiò la loro vita.
La Bastiglia di oggi è la convinzione che chi ha provocato il danno, il potere economico e finanziario, sia anche in grado di ripararlo.
Altro argomento.
Allora in piazza Bra abbiamo un nuovo monumento. Due massi di cemento alti tre metri e ricoperti di scritte e figurazioni separati da un alberello di bronzo.
Nel giudicare i fatti, le cose, le persone bisogna sempre usare la prudenza soprattutto quando si tratta di opere di artisti.
Bene con tutta la prudenza di cui sono capace affermo che si tratta di una della cose più brutte che, a mia memoria, io abbia mai visto.
Fosse in un magazzino o in un giardino privato non ne parlerei ma l'hanno messa nella più grande piazza della mia città tra l'Arena e la Gran Guardia e dunque ne parlo.
Ideata dalla cultura un po' labile dell'assessore Polato è stata realizzata dal gruppo “Aktiva” diretto dalla scultrice Lorenza Pagano Bonvicini insegnante all'Accademia Cignaroli e autrice, tra l'altro, delle “sanguisughe volanti” (secondo una felice definizione dell'amico Arrigo Rudi) che ornano il monumento ai marinai nei giardini di Valverde.
La consigliera Cametti che, è proprio vero credeteci, è anche presidente della commissione cultura, scomoda Beethoven e delira: “...è un inno alla gioia e io trasformerei in un parco tutta la piazza per farci stare le opere d'arte e, invece, mi piace meno il monumento ai deportati di Castagna, tanto osannato, che c'è in piazza Isolo”.
Basterebbe quest'ultima affermazione per riconfermarla a pieno titolo nell'incarico che il sindaco Tosi le ha conferito.
Pacifisti vari abbozzano e dicono: ”..ben, insomma..”
Più chiari alcuni artisti, Scarato ,Legnaghi che dice “ sono allibita”, Zucconelli che scrive: “...ora in piazza Bra mancano solo i nanetti” e Innocente che afferma: ”...io chiederei al sovrintendente che ha dato il suo benestare se metterebbe nel salotto di casa sua una copia di quest'opera visto che piazza Bra è il salotto di tutti i veronesi.....fa lo stesso effetto di scritte fatte dai tifosi della curva...e poi si arrabbiano contro coloro che scrivono sui monumenti o sui muri”.
Innocente va al nodo vero.
Conosco la sovrintendente . Per raggiungere il suo grado nelle strutture del ministero ha superato esami, concorsi, accumulato esperienze sul campo, affrontato confronti, dibattiti e si è meritato il suo posto.
E ora ha la fortuna, ripeto meritata, di vivere e lavorare in una città come Verona.
E allora le chiedo: come è possibile che in una città come Verona nella sua più bella piazza ci sia una “cosa” come quella inaugurata qualche giorno fa?
Il ripensamento è una delle espressioni dell'intelligenza. Dica che si è sbagliata e per la “cosa” suggerisca un'altra collocazione.
Giorgio Bragaja
mail: giorgio.bragaja.com
La trascrizione di questo e dei precedenti interventi su: giorgiobragaja.blogspot.com
e su: radio popolare Verona
Il direttore de “L'Arena” Maurizio Cattaneo ieri, dopo le quasi dimissioni di Berlusconi, scriveva: “Berlusconi è stato un leader che ha giocato la sua parabola politica sulla possibilità, anche economica, di beneficiare gli amici e cancellare il dissenso. Il risultato? Dopo vent'anni un partito ancora adolescente, una insufficiente selezione dei vertici e l'infanticidio di ogni delfino che potesse dargli ombra.”
E prosegue “Il premier nel momento peggiore per il Paese si è trovato così circondato da troppi eletti decisi a tavolino da tropi yes man o donnine rampanti che per rimanere nelle grazie del sovrano tolleravano ogni tipo di stravaganze e da troppi furbi che offrivano fedeltà in cambio di prebende”.
Cattaneo come Travaglio?
Però qualche tempo fa era, più o meno, come Feltri e Sallusti. Berlusconi per il direttore de “L'Arena” era il meglio sulla piazza.
Del resto nessuna meraviglia, ora sta arrivando il “governo tecnico” di larga maggioranza e un po' tutti si mettono alla porta. Non per andarsene ma bussano per chiedere qualche posticino.
Persino i più arrabbiati berlusconiani come Cicchito e Lupi e capirete se non busseranno anche i vari Giorgetti veronesi.
Ci siamo liberati, ci stiamo liberando, di Berlusconi e, ora, dovrebbe essere giunto il tempo di fare veramente politica di affrontare problemi come il lavoro, l'ambiente...ma un governo”tecnico” come li affronterà? Come un governo tecnico, è ovvio, si dirà.
Solo che non esistono governi tecnici. Sono sempre, tutti, governi politici e quando si chiamano, quando si autodefiniscono “tecnici”, sono sempre spostati a destra.
Soprattutto quando sono di larga maggioranza sono i più pericolosi.
Cioè governi che vedono insieme Alfano e Franceschini, Brunetta e la Bindi e che sono benedetti dal viatico di Berlusconi.
Per bene che vada saranno dolori per i soliti noti cioè per quelli che hanno sempre pagato mentre quelli che non hanno mai pagato continueranno a non pagare.
Che sia in settembre, in novembre, in agosto, in aprile non importa ma verrà anche per noi un 14 luglio da festeggiare come festa nazionale assieme al 25 aprile?
Per i pochissimi (mi auguro) che non lo sanno il 14 luglio del 1789 i cittadini francesi demolirono la Bastiglia, il simbolo della tirannia, senza fare vittime e cambiò la loro vita.
La Bastiglia di oggi è la convinzione che chi ha provocato il danno, il potere economico e finanziario, sia anche in grado di ripararlo.
Altro argomento.
Allora in piazza Bra abbiamo un nuovo monumento. Due massi di cemento alti tre metri e ricoperti di scritte e figurazioni separati da un alberello di bronzo.
Nel giudicare i fatti, le cose, le persone bisogna sempre usare la prudenza soprattutto quando si tratta di opere di artisti.
Bene con tutta la prudenza di cui sono capace affermo che si tratta di una della cose più brutte che, a mia memoria, io abbia mai visto.
Fosse in un magazzino o in un giardino privato non ne parlerei ma l'hanno messa nella più grande piazza della mia città tra l'Arena e la Gran Guardia e dunque ne parlo.
Ideata dalla cultura un po' labile dell'assessore Polato è stata realizzata dal gruppo “Aktiva” diretto dalla scultrice Lorenza Pagano Bonvicini insegnante all'Accademia Cignaroli e autrice, tra l'altro, delle “sanguisughe volanti” (secondo una felice definizione dell'amico Arrigo Rudi) che ornano il monumento ai marinai nei giardini di Valverde.
La consigliera Cametti che, è proprio vero credeteci, è anche presidente della commissione cultura, scomoda Beethoven e delira: “...è un inno alla gioia e io trasformerei in un parco tutta la piazza per farci stare le opere d'arte e, invece, mi piace meno il monumento ai deportati di Castagna, tanto osannato, che c'è in piazza Isolo”.
Basterebbe quest'ultima affermazione per riconfermarla a pieno titolo nell'incarico che il sindaco Tosi le ha conferito.
Pacifisti vari abbozzano e dicono: ”..ben, insomma..”
Più chiari alcuni artisti, Scarato ,Legnaghi che dice “ sono allibita”, Zucconelli che scrive: “...ora in piazza Bra mancano solo i nanetti” e Innocente che afferma: ”...io chiederei al sovrintendente che ha dato il suo benestare se metterebbe nel salotto di casa sua una copia di quest'opera visto che piazza Bra è il salotto di tutti i veronesi.....fa lo stesso effetto di scritte fatte dai tifosi della curva...e poi si arrabbiano contro coloro che scrivono sui monumenti o sui muri”.
Innocente va al nodo vero.
Conosco la sovrintendente . Per raggiungere il suo grado nelle strutture del ministero ha superato esami, concorsi, accumulato esperienze sul campo, affrontato confronti, dibattiti e si è meritato il suo posto.
E ora ha la fortuna, ripeto meritata, di vivere e lavorare in una città come Verona.
E allora le chiedo: come è possibile che in una città come Verona nella sua più bella piazza ci sia una “cosa” come quella inaugurata qualche giorno fa?
Il ripensamento è una delle espressioni dell'intelligenza. Dica che si è sbagliata e per la “cosa” suggerisca un'altra collocazione.
Giorgio Bragaja
mail: giorgio.bragaja.com
La trascrizione di questo e dei precedenti interventi su: giorgiobragaja.blogspot.com
e su: radio popolare Verona
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