intervento a radiopop 18-11-2011 mai contenti? banchieri che vengono e bancari che vanno, topi...
In apertura tre brevissime note.
La prima: anch'io come la maggioranza degli italiani alla notizia della fuga di Berlusconi ho brindato.
La seconda: tra non molto si chiederanno, a nostra vergogna, “...ma veramente c'è stata un epoca nella quale persone come La Russa, la Brambilla, Calderoli, la Gelmini erano ministri della Repubblica?
La terza: Monti, un mese fa ha scritto sul “Corriere della sera”: “...in Italia c'è stata una maggiore influenza della cultura marxista rispetto a quella liberale ma tutto questo può venire superato e l'abbiamo visto di recente con le due importanti riforme dovute a Mariastella Gelmini e a Sergio Marchionne. Grazie alla loro determinazione verrà un po' ridotto l'handicap dell'Italia nel formare studenti, nel fare ricerca, nel fabbricare automobili”.
E ora in Parlamento tutti uniti, quelli di Berlusconi con quelli di Bersani, di Casini e di Fini, tutti contenti tranne la Lega che pensa solo alla Padania e a recuperare i voti persi e i grandi giornali sprecano le lodi e avvertono: Monti userà il bastone e la carota.
Sono convinto che non esistono governi tecnici, governi neutri e neutrali. Sono sempre, tutti, governi politici e questo, per dirla usando una categoria gramsciana, è un governo “organico” alla borghesia. E per questo temo di sapere già chi avrà la carota e chi, invece, sentirà il bastone.
Banchieri che entrano, nel Governo, e bancari che escono, dal posto di lavoro.
Unicredit, che ha avuto 10 miliardi di perdite nel trimestre, ha infatti annunciato che entro il 2015 (praticamente comincerà subito) licenzierà cinquemila dipendenti.
Bossi due anni fa aveva ordinato ai suoi: “occupate le banche del Nord” e il sindaco Tosi aveva prontamente ubbidito e aveva piazzato uomini di provata fede leghista e tosiana nelle banche veronesi, Banco Popolare e Unicredit e instaurato rapporti di affettuosa amicizia con i rispettivi presidenti già omaggiati da Tosi con le vicende del Polo finanziario fantasma e con le acquisizioni patrimoniali.
Ora si tratta di vedere se Tosi metterà altrettanto impegno e interesse nell'impedire che centinaia di dipendenti veronesi vengano sfrattati dal loro posto di lavoro.
In città e provincia dopo le dimissioni di Berlusconi volano coltelli nel Pdl e nella Lega. L'epiteto più gentile è “topi” poi, nell'ordine, “traditori” e altri irripetibili.
E anche dispetti sulle spalle dei cittadini. Tosi reclamava da Roma i soldi per il filobus che, diceva, sono inspiegabilmente bloccati al Cipe, il comitato interministeriale che coordina i finanziamenti pubblici.
Giorgetti del Pdl che era sottosegretario all'Economia del governo Berlusconi e perciò influente sulle decisioni del Cipe la tirava in lungo e poi, nell'ultimo giorno del governo, faceva sapere che oramai era troppo tardi, che il Cipe non poteva più decidere nulla.
I leghisti veronesi hanno fatto capire che l'arrivo a Verona dei soldi per il filobus avrebbe portato acqua al mulino elettorale della lista Tosi e questo al Pdl veronese, e a Giorgetti in particolare, non andava bene. Il filobus può aspettare e l'ex sottosegretario Giorgetti minaccia querele.
Altro argomento.
Un paio di anni fa sembrava che fosse fatta. Il più grande ospedale privato che si fosse mai visto stava per sorgere a pochi chilometri da Verona, in quel di Tregnago.
E' vero avrebbe devastato un intero territorio con cemento e asfalto ma avrebbe portato ricchezza e avrebbe fatto viver la gente fino a 120 anni.
Così dissero il giorno della posa della prima pietra le personalità che officiarono la cerimonia cioè Berlusconi e il prete veronese don Verzè proprietario della Fondazione san Raffaele.
Ora don Verzè è di nuovo sotto inchiesta da parte della magistratura e questa volta per bancarotta.
Di nuovo perché già anni fa era stato condannato per corruzione, istigazione alla corruzione e ricettazione. La sua fondazione ha un passivo di un miliardo e mezzo e si parla di esportazione di capitali all'estero e altro e dunque, per fortuna, quella prima pietra è anche l'unica.
Don Verzè era grande amico di Berlusconi tanto da dichiarare: “.....la discesa in campo di Silvio è una benedizione per il Paese, un dono di Dio all'Italia”.
Se è vero che ognuno ha gli amici che si merita mai coppia di amici fu così ben assortita.
Dopo 25 giorni di carcere il giudice per le indagini preliminari ha concesso gli arresti domiciliari, in attesa del processo che si svolgerà in dicembre, ai tifosi della squadra di calcio calcio Hellas-Verona accusati di resistenza a pubblico ufficiale, lancio di oggetti e altro...
La squadra per altri episodi, cori razzisti, insulti, striscioni si è vista arrivare un altra multa di settemila euro che vanno ad aggiungersi ai precedenti e ho perso il conto ma sono tanti, troppi soldi tanto che il presidente Martinelli ha detto che se continua così non ce la fa più.
Allenatore, giocatori zitti. giornalisti sportivi minimizzano o non ne parlano.
Il sindaco Tosi aveva fatto capire che gli arresti per i tifosi erano una misura esagerata.
Naturalmente nessuna parola di solidarietà per l'immigrato del Bangladesh al quale era stato sfasciato il misero chiosco di bibite con il quale manteneva la famiglia
Ieri sera ho visto la trasmissione di Santoro con Tosi protagonista principale e coccolato dal conduttore.
Secondo me quando si portano in trasmissione le persone bisognerebbe prima di tutto presentarle.
Cioè dire: “Qui questa sera c'è il signor Caio che è, che so, ingegnere e ha fatto questo e quest'altro.
Se c'è Tosi bisognerebbe presentarlo così, con precisione: “Qui c'è il sindaco leghista di Verona Tosi condannato in via definitiva per razzismo, ideatore delle ronde padane, della caccia ai campi rom,delle ordinanze cotro diseredati ed emarginati e che ha nominato responsabile e coordinatore del suo movimento “Lista Tosi” tale Miglioranzi che cantava le lodi del capitano Priebke il macellaio nazista delle fosse Ardeatine e ora, fatta la presentazione, parliamo pure con lui del governo Monti.
giorgio.bragaja@gmail.com
La trascrizione di questo e dei precedenti interventi su: giorgiobragaja.blogspot.com
e su: radio popolare Verona
18 novembre 2011
11 novembre 2011
intervento a radiopop 11-11-11 se ne va? davvero? c'è una sovrintendenza a Verona? e altro.
Il direttore de “L'Arena” Maurizio Cattaneo ieri, dopo le quasi dimissioni di Berlusconi, scriveva: “Berlusconi è stato un leader che ha giocato la sua parabola politica sulla possibilità, anche economica, di beneficiare gli amici e cancellare il dissenso. Il risultato? Dopo vent'anni un partito ancora adolescente, una insufficiente selezione dei vertici e l'infanticidio di ogni delfino che potesse dargli ombra.”
E prosegue “Il premier nel momento peggiore per il Paese si è trovato così circondato da troppi eletti decisi a tavolino da tropi yes man o donnine rampanti che per rimanere nelle grazie del sovrano tolleravano ogni tipo di stravaganze e da troppi furbi che offrivano fedeltà in cambio di prebende”.
Cattaneo come Travaglio?
Però qualche tempo fa era, più o meno, come Feltri e Sallusti. Berlusconi per il direttore de “L'Arena” era il meglio sulla piazza.
Del resto nessuna meraviglia, ora sta arrivando il “governo tecnico” di larga maggioranza e un po' tutti si mettono alla porta. Non per andarsene ma bussano per chiedere qualche posticino.
Persino i più arrabbiati berlusconiani come Cicchito e Lupi e capirete se non busseranno anche i vari Giorgetti veronesi.
Ci siamo liberati, ci stiamo liberando, di Berlusconi e, ora, dovrebbe essere giunto il tempo di fare veramente politica di affrontare problemi come il lavoro, l'ambiente...ma un governo”tecnico” come li affronterà? Come un governo tecnico, è ovvio, si dirà.
Solo che non esistono governi tecnici. Sono sempre, tutti, governi politici e quando si chiamano, quando si autodefiniscono “tecnici”, sono sempre spostati a destra.
Soprattutto quando sono di larga maggioranza sono i più pericolosi.
Cioè governi che vedono insieme Alfano e Franceschini, Brunetta e la Bindi e che sono benedetti dal viatico di Berlusconi.
Per bene che vada saranno dolori per i soliti noti cioè per quelli che hanno sempre pagato mentre quelli che non hanno mai pagato continueranno a non pagare.
Che sia in settembre, in novembre, in agosto, in aprile non importa ma verrà anche per noi un 14 luglio da festeggiare come festa nazionale assieme al 25 aprile?
Per i pochissimi (mi auguro) che non lo sanno il 14 luglio del 1789 i cittadini francesi demolirono la Bastiglia, il simbolo della tirannia, senza fare vittime e cambiò la loro vita.
La Bastiglia di oggi è la convinzione che chi ha provocato il danno, il potere economico e finanziario, sia anche in grado di ripararlo.
Altro argomento.
Allora in piazza Bra abbiamo un nuovo monumento. Due massi di cemento alti tre metri e ricoperti di scritte e figurazioni separati da un alberello di bronzo.
Nel giudicare i fatti, le cose, le persone bisogna sempre usare la prudenza soprattutto quando si tratta di opere di artisti.
Bene con tutta la prudenza di cui sono capace affermo che si tratta di una della cose più brutte che, a mia memoria, io abbia mai visto.
Fosse in un magazzino o in un giardino privato non ne parlerei ma l'hanno messa nella più grande piazza della mia città tra l'Arena e la Gran Guardia e dunque ne parlo.
Ideata dalla cultura un po' labile dell'assessore Polato è stata realizzata dal gruppo “Aktiva” diretto dalla scultrice Lorenza Pagano Bonvicini insegnante all'Accademia Cignaroli e autrice, tra l'altro, delle “sanguisughe volanti” (secondo una felice definizione dell'amico Arrigo Rudi) che ornano il monumento ai marinai nei giardini di Valverde.
La consigliera Cametti che, è proprio vero credeteci, è anche presidente della commissione cultura, scomoda Beethoven e delira: “...è un inno alla gioia e io trasformerei in un parco tutta la piazza per farci stare le opere d'arte e, invece, mi piace meno il monumento ai deportati di Castagna, tanto osannato, che c'è in piazza Isolo”.
Basterebbe quest'ultima affermazione per riconfermarla a pieno titolo nell'incarico che il sindaco Tosi le ha conferito.
Pacifisti vari abbozzano e dicono: ”..ben, insomma..”
Più chiari alcuni artisti, Scarato ,Legnaghi che dice “ sono allibita”, Zucconelli che scrive: “...ora in piazza Bra mancano solo i nanetti” e Innocente che afferma: ”...io chiederei al sovrintendente che ha dato il suo benestare se metterebbe nel salotto di casa sua una copia di quest'opera visto che piazza Bra è il salotto di tutti i veronesi.....fa lo stesso effetto di scritte fatte dai tifosi della curva...e poi si arrabbiano contro coloro che scrivono sui monumenti o sui muri”.
Innocente va al nodo vero.
Conosco la sovrintendente . Per raggiungere il suo grado nelle strutture del ministero ha superato esami, concorsi, accumulato esperienze sul campo, affrontato confronti, dibattiti e si è meritato il suo posto.
E ora ha la fortuna, ripeto meritata, di vivere e lavorare in una città come Verona.
E allora le chiedo: come è possibile che in una città come Verona nella sua più bella piazza ci sia una “cosa” come quella inaugurata qualche giorno fa?
Il ripensamento è una delle espressioni dell'intelligenza. Dica che si è sbagliata e per la “cosa” suggerisca un'altra collocazione.
Giorgio Bragaja
mail: giorgio.bragaja.com
La trascrizione di questo e dei precedenti interventi su: giorgiobragaja.blogspot.com
e su: radio popolare Verona
Il direttore de “L'Arena” Maurizio Cattaneo ieri, dopo le quasi dimissioni di Berlusconi, scriveva: “Berlusconi è stato un leader che ha giocato la sua parabola politica sulla possibilità, anche economica, di beneficiare gli amici e cancellare il dissenso. Il risultato? Dopo vent'anni un partito ancora adolescente, una insufficiente selezione dei vertici e l'infanticidio di ogni delfino che potesse dargli ombra.”
E prosegue “Il premier nel momento peggiore per il Paese si è trovato così circondato da troppi eletti decisi a tavolino da tropi yes man o donnine rampanti che per rimanere nelle grazie del sovrano tolleravano ogni tipo di stravaganze e da troppi furbi che offrivano fedeltà in cambio di prebende”.
Cattaneo come Travaglio?
Però qualche tempo fa era, più o meno, come Feltri e Sallusti. Berlusconi per il direttore de “L'Arena” era il meglio sulla piazza.
Del resto nessuna meraviglia, ora sta arrivando il “governo tecnico” di larga maggioranza e un po' tutti si mettono alla porta. Non per andarsene ma bussano per chiedere qualche posticino.
Persino i più arrabbiati berlusconiani come Cicchito e Lupi e capirete se non busseranno anche i vari Giorgetti veronesi.
Ci siamo liberati, ci stiamo liberando, di Berlusconi e, ora, dovrebbe essere giunto il tempo di fare veramente politica di affrontare problemi come il lavoro, l'ambiente...ma un governo”tecnico” come li affronterà? Come un governo tecnico, è ovvio, si dirà.
Solo che non esistono governi tecnici. Sono sempre, tutti, governi politici e quando si chiamano, quando si autodefiniscono “tecnici”, sono sempre spostati a destra.
Soprattutto quando sono di larga maggioranza sono i più pericolosi.
Cioè governi che vedono insieme Alfano e Franceschini, Brunetta e la Bindi e che sono benedetti dal viatico di Berlusconi.
Per bene che vada saranno dolori per i soliti noti cioè per quelli che hanno sempre pagato mentre quelli che non hanno mai pagato continueranno a non pagare.
Che sia in settembre, in novembre, in agosto, in aprile non importa ma verrà anche per noi un 14 luglio da festeggiare come festa nazionale assieme al 25 aprile?
Per i pochissimi (mi auguro) che non lo sanno il 14 luglio del 1789 i cittadini francesi demolirono la Bastiglia, il simbolo della tirannia, senza fare vittime e cambiò la loro vita.
La Bastiglia di oggi è la convinzione che chi ha provocato il danno, il potere economico e finanziario, sia anche in grado di ripararlo.
Altro argomento.
Allora in piazza Bra abbiamo un nuovo monumento. Due massi di cemento alti tre metri e ricoperti di scritte e figurazioni separati da un alberello di bronzo.
Nel giudicare i fatti, le cose, le persone bisogna sempre usare la prudenza soprattutto quando si tratta di opere di artisti.
Bene con tutta la prudenza di cui sono capace affermo che si tratta di una della cose più brutte che, a mia memoria, io abbia mai visto.
Fosse in un magazzino o in un giardino privato non ne parlerei ma l'hanno messa nella più grande piazza della mia città tra l'Arena e la Gran Guardia e dunque ne parlo.
Ideata dalla cultura un po' labile dell'assessore Polato è stata realizzata dal gruppo “Aktiva” diretto dalla scultrice Lorenza Pagano Bonvicini insegnante all'Accademia Cignaroli e autrice, tra l'altro, delle “sanguisughe volanti” (secondo una felice definizione dell'amico Arrigo Rudi) che ornano il monumento ai marinai nei giardini di Valverde.
La consigliera Cametti che, è proprio vero credeteci, è anche presidente della commissione cultura, scomoda Beethoven e delira: “...è un inno alla gioia e io trasformerei in un parco tutta la piazza per farci stare le opere d'arte e, invece, mi piace meno il monumento ai deportati di Castagna, tanto osannato, che c'è in piazza Isolo”.
Basterebbe quest'ultima affermazione per riconfermarla a pieno titolo nell'incarico che il sindaco Tosi le ha conferito.
Pacifisti vari abbozzano e dicono: ”..ben, insomma..”
Più chiari alcuni artisti, Scarato ,Legnaghi che dice “ sono allibita”, Zucconelli che scrive: “...ora in piazza Bra mancano solo i nanetti” e Innocente che afferma: ”...io chiederei al sovrintendente che ha dato il suo benestare se metterebbe nel salotto di casa sua una copia di quest'opera visto che piazza Bra è il salotto di tutti i veronesi.....fa lo stesso effetto di scritte fatte dai tifosi della curva...e poi si arrabbiano contro coloro che scrivono sui monumenti o sui muri”.
Innocente va al nodo vero.
Conosco la sovrintendente . Per raggiungere il suo grado nelle strutture del ministero ha superato esami, concorsi, accumulato esperienze sul campo, affrontato confronti, dibattiti e si è meritato il suo posto.
E ora ha la fortuna, ripeto meritata, di vivere e lavorare in una città come Verona.
E allora le chiedo: come è possibile che in una città come Verona nella sua più bella piazza ci sia una “cosa” come quella inaugurata qualche giorno fa?
Il ripensamento è una delle espressioni dell'intelligenza. Dica che si è sbagliata e per la “cosa” suggerisca un'altra collocazione.
Giorgio Bragaja
mail: giorgio.bragaja.com
La trascrizione di questo e dei precedenti interventi su: giorgiobragaja.blogspot.com
e su: radio popolare Verona
28 ottobre 2011
intervento a radiopop-28-10-2011 i conti con i soldi che non ci sono, filobus, Fiera, aeroporto, e
altro
La settimana scorsa ho parlato della politica del “faremo” della giunta Tosi. Cioè cercavo di ricordare ai veronesi come a pochi mesi di distanza dalle prossime elezioni amministrative in concreto ci troveremo un bagaglio di molte presenze televisive del sindaco ma poche presenze “sul territorio” cioè fatti.
Il verbo “fare” declinato al futuro: faremo.
Ora però cominciano, quelli che governano la nostra città, ad essere seriamente preoccupati e allora si inventano i soldi che non ci sono e con quelli decidono di “fare”. A parole.
Non ci sono i soldi del promesso contributo statale di 86 milioni per il filobus dato che a Roma soldi non ce ne sono più? Manca anche il Piano Economico Finanziario (Pef) necessario per avere quei soldi dallo Stato e per procedere alla aggiudicazione dei lavori? Non importa ci sono le elezioni che battono alla porta e allora avanti lo stesso. A parole.
Diciamo che lo facciamo, il filobus, continuiamo a dirlo e finiranno per crederci.
Se ci saranno rivalse giudiziarie contro il Comune, per improvvida e illegale accelerazione delle pratiche, pensano in Lega, lo vedremo dopo. Adesso bisogna pensare solo a vincere le elezioni il che si presenta meno sicuro del previsto.
La ricerca di soldi da parte del Comune diventa schizofrenica. Tenta di vendere quote della sua partecipazione alla Fiera ma fa fatica perché la Camera di Commercio si divide e altri soci non ci stanno e chiama in aiuto la Regione affinché comperi quote il che , secondo l'opposizione, sarebbe un finanziamento occulto al Comune e nello stesso tempo attraverso la sua azienda Agsm regala centinaia di migliaia di euro alla squadra di calcio dell'Hellas -Verona la quale a sua volta li butta per pagare le multe che si becca ad ogni partita per i cori razzisti dei suoi dementi tifosi.
Dovrebbe aumentare le sue quote in aeroporto per consentirne il rilancio ma non ce la fa.
E intento un po' alla volta si scopre che non tutto è andato per il verso giusto allo scalo di Villafranca tanto che l'attuale presidente, preoccupato per le difficoltà di bilancio, si è ridotto lo stipendio a 60 mila euro l'anno.
Non sono pochi ma il suo predecessore, Bortolazzi, se ne portava a casa 90 mila.
Malgrado ciò i debiti dell'aeroporto con le banche continuano a crescere e le banche chiedono di rientrare con i fidi. E, oltre a ciò, è in atto un altro contenzioso per 10 milioni di euro con l'Ente nazionale degli aeroporti e si affollano consulenti che devono essere pagati.
Come dire c'è poco da stare allegri .
La gestione diretta o indiretta degli Enti economici veronesi da parte della maggioranza di destra veronese, che è la stessa di Roma, non è stata e non è un granché ma però sono previste altre presenze del sindaco Tosi in televisione. Non saneranno i bilanci ma contribuiranno a far pensare ad altro e se poi arriva anche la preannunciata lite con con Bossi siamo a posto.
Telearena, “L'Arena”, Telenuovo avranno di che imbolsire i nostri concittadini per settimane.
Ora una considerazione su alcune cose che sono accadute ultimamente. Considerazione che può sembrare frutto di fantapolitica ma che, invece, è abbastanza vicina alla realtà.
Le due maggioranze di destra, quella della Sironi e quella di Tosi, che, con l'intervallo di quella di centro sinistra di Zanotto, hanno governato la città negli ultimi anni, sono state quelle che, in assoluto, hanno venduto più beni patrimoniali del Comune ai privati, alle banche, soprattutto a “una” banca.
La banca è Unicredit (Cariverona) vecchia Cassa di Risparmio.
Vediamo: ultimamente sono passati alla banca palazzo Forti, castel San Pietro, i Magazzini Generali, il palazzo della Ragione in piazza dei Signori.
La banca già possedeva buona parte degli edifici di via Rosa, di via Garibaldi, di via Forti, di via Emilei, di via san Egidio, via san Mamaso e altri che mi sfuggono sparsi per la città.
Ora, come tutti sanno, e come purtroppo è successo, anche le banche, non solo negli Stati Uniti ma anche in Italia, possono fallire e infatti alcune sono fallite e altre ci sono andate vicino anche qui da noi a Verona, questo è un momento nel quale il mondo finanziario è, per dirla con gentilezza, in una turbolenza che rasenta la tempesta.
Se la banca fallisce i suoi beni immobiliari, case, palazzi e altro, vengono venduti, praticamente messi all'asta, e se li aggiudica chi ha più soldi, soldi in mano, pronti.
E quando si tratta di affari non ci sono regole: vince il più forte, chi ha più potere, cioè più soldi.
E chi è che, oggi, dispone della più grande massa di denaro immediatamente spendibile?
Non i Comuni, come ben sappiamo, ma altri, ben organizzati non solo al Sud ma anche, e forse di più, al Nord.
Castel San Pietro in mano alla mafia? Fantapolitica? Si, per adesso. Però... Però basta vendere beni pubblici ai privati. Teniamoceli stretti e per avere soldi per i trasporti, per la sanità, per la scuola, per la sicurezza del territorio, cercate finalmente di far pagare chi non ha mai pagato.
Non poteva mancare un ultima notizia, giunta da poco, che riguarda una delle nostre squadre di calcio. Non il Chievo, l'altra.
Il comitato ministeriale per la sicurezza nello sport ha emesso un comunicato nel quale praticamente ribadisce che i tifosi dell'Hellas Verona non si sono ancora resi conto della gravità dei loro comportamenti.
E l'allenatore e i giocatori se ne sono resi conto? Parrebbe di no. Solo il presidente si arrabbia gli altri o fanno finta di niente o ci stanno.
Giorgio Bragaja
mail: giorgio.bragaja@gmail.com
Questo e i precedenti interventi si trovano anche su: giorgiobragaja.blogspot.com
e su: Radio Popolare Verona
altro
La settimana scorsa ho parlato della politica del “faremo” della giunta Tosi. Cioè cercavo di ricordare ai veronesi come a pochi mesi di distanza dalle prossime elezioni amministrative in concreto ci troveremo un bagaglio di molte presenze televisive del sindaco ma poche presenze “sul territorio” cioè fatti.
Il verbo “fare” declinato al futuro: faremo.
Ora però cominciano, quelli che governano la nostra città, ad essere seriamente preoccupati e allora si inventano i soldi che non ci sono e con quelli decidono di “fare”. A parole.
Non ci sono i soldi del promesso contributo statale di 86 milioni per il filobus dato che a Roma soldi non ce ne sono più? Manca anche il Piano Economico Finanziario (Pef) necessario per avere quei soldi dallo Stato e per procedere alla aggiudicazione dei lavori? Non importa ci sono le elezioni che battono alla porta e allora avanti lo stesso. A parole.
Diciamo che lo facciamo, il filobus, continuiamo a dirlo e finiranno per crederci.
Se ci saranno rivalse giudiziarie contro il Comune, per improvvida e illegale accelerazione delle pratiche, pensano in Lega, lo vedremo dopo. Adesso bisogna pensare solo a vincere le elezioni il che si presenta meno sicuro del previsto.
La ricerca di soldi da parte del Comune diventa schizofrenica. Tenta di vendere quote della sua partecipazione alla Fiera ma fa fatica perché la Camera di Commercio si divide e altri soci non ci stanno e chiama in aiuto la Regione affinché comperi quote il che , secondo l'opposizione, sarebbe un finanziamento occulto al Comune e nello stesso tempo attraverso la sua azienda Agsm regala centinaia di migliaia di euro alla squadra di calcio dell'Hellas -Verona la quale a sua volta li butta per pagare le multe che si becca ad ogni partita per i cori razzisti dei suoi dementi tifosi.
Dovrebbe aumentare le sue quote in aeroporto per consentirne il rilancio ma non ce la fa.
E intento un po' alla volta si scopre che non tutto è andato per il verso giusto allo scalo di Villafranca tanto che l'attuale presidente, preoccupato per le difficoltà di bilancio, si è ridotto lo stipendio a 60 mila euro l'anno.
Non sono pochi ma il suo predecessore, Bortolazzi, se ne portava a casa 90 mila.
Malgrado ciò i debiti dell'aeroporto con le banche continuano a crescere e le banche chiedono di rientrare con i fidi. E, oltre a ciò, è in atto un altro contenzioso per 10 milioni di euro con l'Ente nazionale degli aeroporti e si affollano consulenti che devono essere pagati.
Come dire c'è poco da stare allegri .
La gestione diretta o indiretta degli Enti economici veronesi da parte della maggioranza di destra veronese, che è la stessa di Roma, non è stata e non è un granché ma però sono previste altre presenze del sindaco Tosi in televisione. Non saneranno i bilanci ma contribuiranno a far pensare ad altro e se poi arriva anche la preannunciata lite con con Bossi siamo a posto.
Telearena, “L'Arena”, Telenuovo avranno di che imbolsire i nostri concittadini per settimane.
Ora una considerazione su alcune cose che sono accadute ultimamente. Considerazione che può sembrare frutto di fantapolitica ma che, invece, è abbastanza vicina alla realtà.
Le due maggioranze di destra, quella della Sironi e quella di Tosi, che, con l'intervallo di quella di centro sinistra di Zanotto, hanno governato la città negli ultimi anni, sono state quelle che, in assoluto, hanno venduto più beni patrimoniali del Comune ai privati, alle banche, soprattutto a “una” banca.
La banca è Unicredit (Cariverona) vecchia Cassa di Risparmio.
Vediamo: ultimamente sono passati alla banca palazzo Forti, castel San Pietro, i Magazzini Generali, il palazzo della Ragione in piazza dei Signori.
La banca già possedeva buona parte degli edifici di via Rosa, di via Garibaldi, di via Forti, di via Emilei, di via san Egidio, via san Mamaso e altri che mi sfuggono sparsi per la città.
Ora, come tutti sanno, e come purtroppo è successo, anche le banche, non solo negli Stati Uniti ma anche in Italia, possono fallire e infatti alcune sono fallite e altre ci sono andate vicino anche qui da noi a Verona, questo è un momento nel quale il mondo finanziario è, per dirla con gentilezza, in una turbolenza che rasenta la tempesta.
Se la banca fallisce i suoi beni immobiliari, case, palazzi e altro, vengono venduti, praticamente messi all'asta, e se li aggiudica chi ha più soldi, soldi in mano, pronti.
E quando si tratta di affari non ci sono regole: vince il più forte, chi ha più potere, cioè più soldi.
E chi è che, oggi, dispone della più grande massa di denaro immediatamente spendibile?
Non i Comuni, come ben sappiamo, ma altri, ben organizzati non solo al Sud ma anche, e forse di più, al Nord.
Castel San Pietro in mano alla mafia? Fantapolitica? Si, per adesso. Però... Però basta vendere beni pubblici ai privati. Teniamoceli stretti e per avere soldi per i trasporti, per la sanità, per la scuola, per la sicurezza del territorio, cercate finalmente di far pagare chi non ha mai pagato.
Non poteva mancare un ultima notizia, giunta da poco, che riguarda una delle nostre squadre di calcio. Non il Chievo, l'altra.
Il comitato ministeriale per la sicurezza nello sport ha emesso un comunicato nel quale praticamente ribadisce che i tifosi dell'Hellas Verona non si sono ancora resi conto della gravità dei loro comportamenti.
E l'allenatore e i giocatori se ne sono resi conto? Parrebbe di no. Solo il presidente si arrabbia gli altri o fanno finta di niente o ci stanno.
Giorgio Bragaja
mail: giorgio.bragaja@gmail.com
Questo e i precedenti interventi si trovano anche su: giorgiobragaja.blogspot.com
e su: Radio Popolare Verona
21 ottobre 2011
intervento a radiopop 21-10-2011 Tosi: tanta TV e basta, Bossi ha ragione, Ca' del Bue e altro
Dunque Bossi ha detto: “Tosi è uno stronzo, è uno che ha portato nella Lega un sacco di fascisti, cosa che non potrà essere sopportata per molto”.
Mi costa dirlo ma Bossi ha ragione, anche se non è questo il motivo per cui ce l'ha con Tosi.
Bossi ce l'ha con Tosi perché il sindaco di Verona sta con Maroni che lavora per spodestare Bossi e la sua famiglia dalla guida della Lega. Affari di famiglia poco onorevoli.
E ha torto il giornalista del “Corriere della sera” che scrive: “....quella del Tosi che imbarca fascisti specialmente attraverso la sua lista civica, è una leggenda che ha preso piede anche in Veneto”.
Una leggenda? Dove vive il giornalista de “Il Corriere”? Il capogruppo della lista Tosi in consiglio comunale di Verona è tale Andrea Miglioranzi che si dichiara fascista e che fino al 2005 era esponente dei Gesta Bellica e magnificava il boia delle Fosse Ardeatine e le camere a gas anche se ora lo hanno un po' addomesticato con qualche incarico in aziende pubbliche.
Sono cose che a Verona sanno anche i sassi.
E qualche settimana fa Tosi ha accolto con soddisfazione nella sua Lega Roberto Lomastro capo della tifoseria più becera e fascista della squadra di calcio Hellas-Verona tifoseria che costerà altri soldi alla squadra oltre a quelli che già paga per le multe inflitte per cori razzisti dato che da Vicenza arrivano richieste di indennizzo per i danni provocati dopo l'ultima partita dai tifosi veronesi in trasferta.
Tosi ha sottoscritto i dieci euro che Santoro ha chiesto per poter continuare con la sua trasmissione perché, ha detto Tosi, “...non sono d'accordo con Santoro ma penso che debba poter esprimere le sue opinioni.”
Commovente. Ma la stampa e la TV ci informano che Tosi ha presentato quarantadue, (quarantadue!) denunce contro cittadini che hanno osato criticarlo. Alla faccia dell'amore per la libertà di espressione.
Ma tant'è l'innamoramento per Tosi contagia tutti e nessuno si chiede cosa ha fatto e fa Tosi come sindaco di Verona cosa che dovrebbe interessare più degli insulti di Bossi e dei suoi approcci non tanto velati con Casini e Fini.
Manca solo un anno alla fine del suo mandato e il verbo più amato da Tosi e dalla sua giunta è “fare” però coniugato al futuro: “faremo”.
Faremo la metropolitana di superficie e intanto gli studenti aspettano gli autobus per ore, a Verona sud faremo un centro direzionale e finanziario che ci invidieranno tutti con due torri alte 140 metri e al suo posto c'è invece un desolato parcheggio rasoterra, faremo il tunnel sotto le Torricelle e, fortunatamente, neanche si comincia, risolveremo il problema del traffico in centro storico e a San Zeno devastano, da anni, il quartiere gioiello di Verona per un inutile parcheggio sotterraneo, stanziano un sacco di soldi per sistemare l'arco dei Gavi e poi si accorgono, perché qualcuno li ha svegliati, che ne bastano pochi per renderlo godibile dai cittadini e protetto dai vandali.
A Verona ci sono più di diecimila appartamenti sfitti e, loro dicono, faremo, costruiremo nuove case in tutti i quartieri.
Solo in borgo Venezia ce ne sono trecento nuovi e da anni inutilmente offerti in vendita.
Così per Veronetta e per la Passalacqua: faremo, faremo, faremo.
Perfino le stupidaggini come le ronde padane e i divieti di mangiare panini vicino ai monumenti sono finite nel ridicolo.
In attivo solo la ferocia sociale verso rom e diseredati.
Tosi non ha fatto nulla di importante e il suo compito era quello di lavorare per la sua città e non per la TV e per la sua futura collocazione politica.
E allora, innamorati di Tosi, pare qualcuno anche a sinistra, pensateci bene
Sempre a proposito di Lega.
Il sindaco leghista di Sommacampagna, Gianluigi Soardi, ieri è stato condannato a tre anni e due mesi e all'interdizione dai pubblici uffici per truffa e peculato per atti compiuti quando era anche presidente della ATV la Azienda Trasporti Veronese. Fatture false, rimborsi per viaggi mai fatti, persino per caffè mai bevuti (si faceva dare blocchetti di scontrini non ritirati dai clienti da un bar amico di piazza Erbe) l'auto dell'azienda per scarozzare la famiglia in villeggiatura..... Ma lui dice che continuerà a fare il sindaco
Domani sabato manifestazione contro l'impianto di Ca' del Bue, l'inceneritore inutile e dannoso che inquinerà i comuni vicini e la stessa Verona.
Il raduno è previsto alle 14,30 a Porta Nuova e il corteo arriverà in piazza Bra.
Era appena cominciata la costruzione dell'impianto. circa venti anni fa, e il dottor Sorbini, direttore del nostro museo di Storia Naturale, mi informò che il luogo dove stavano sorgendo i primi manufatti delle fondazioni risultava, dalle carte idrogeologiche, come zona esondabile perché lì vicino ci sono l'Adige e alcune risorgive.
Ne parlai in consiglio regionale e subito dall'Agsm, titolare dell'impianto, mi giunsero accuse di irresponsabile allarmismo ma però, subito, si affrettarono ad alzare di alcuni metri i piloni della struttura.
Questo per ricordare che l'impianto non era nato sotto i migliori auspici anche perché la tangentopoli veronese era scoppiata proprio attorno ad Agsm e Ca' del Bue coinvolgendo e mandando sotto processo e, in alcuni casi in carcere, dirigenti e responsabili dell'azienda.
Ultima nota: la Procura di Brescia ha aperto una nuova inchiesta sulla strage di piazza della Loggia del 1974 che riapre la pista della destra veronese con le rivelazioni di un pentito che parla di un esponente della destra veronese che sarebbe stato a Brescia il giorno della strage.
Bene. E quando Abel e Furlan, dopo aver assassinato un numero imprecisato, ma notevole, di persone si accingevano a fare una strage in una discoteca in provincia di Mantova chi li aiutò a trasportare da Verona la tanica di benzina?
Ancora non c'è risposta.
Giorgio Bragaja
Questo e i precedenti interventi si trovano anche sul sito di Radio Popolare Verona
e su giorgiobragaja.blogspot.com
Dunque Bossi ha detto: “Tosi è uno stronzo, è uno che ha portato nella Lega un sacco di fascisti, cosa che non potrà essere sopportata per molto”.
Mi costa dirlo ma Bossi ha ragione, anche se non è questo il motivo per cui ce l'ha con Tosi.
Bossi ce l'ha con Tosi perché il sindaco di Verona sta con Maroni che lavora per spodestare Bossi e la sua famiglia dalla guida della Lega. Affari di famiglia poco onorevoli.
E ha torto il giornalista del “Corriere della sera” che scrive: “....quella del Tosi che imbarca fascisti specialmente attraverso la sua lista civica, è una leggenda che ha preso piede anche in Veneto”.
Una leggenda? Dove vive il giornalista de “Il Corriere”? Il capogruppo della lista Tosi in consiglio comunale di Verona è tale Andrea Miglioranzi che si dichiara fascista e che fino al 2005 era esponente dei Gesta Bellica e magnificava il boia delle Fosse Ardeatine e le camere a gas anche se ora lo hanno un po' addomesticato con qualche incarico in aziende pubbliche.
Sono cose che a Verona sanno anche i sassi.
E qualche settimana fa Tosi ha accolto con soddisfazione nella sua Lega Roberto Lomastro capo della tifoseria più becera e fascista della squadra di calcio Hellas-Verona tifoseria che costerà altri soldi alla squadra oltre a quelli che già paga per le multe inflitte per cori razzisti dato che da Vicenza arrivano richieste di indennizzo per i danni provocati dopo l'ultima partita dai tifosi veronesi in trasferta.
Tosi ha sottoscritto i dieci euro che Santoro ha chiesto per poter continuare con la sua trasmissione perché, ha detto Tosi, “...non sono d'accordo con Santoro ma penso che debba poter esprimere le sue opinioni.”
Commovente. Ma la stampa e la TV ci informano che Tosi ha presentato quarantadue, (quarantadue!) denunce contro cittadini che hanno osato criticarlo. Alla faccia dell'amore per la libertà di espressione.
Ma tant'è l'innamoramento per Tosi contagia tutti e nessuno si chiede cosa ha fatto e fa Tosi come sindaco di Verona cosa che dovrebbe interessare più degli insulti di Bossi e dei suoi approcci non tanto velati con Casini e Fini.
Manca solo un anno alla fine del suo mandato e il verbo più amato da Tosi e dalla sua giunta è “fare” però coniugato al futuro: “faremo”.
Faremo la metropolitana di superficie e intanto gli studenti aspettano gli autobus per ore, a Verona sud faremo un centro direzionale e finanziario che ci invidieranno tutti con due torri alte 140 metri e al suo posto c'è invece un desolato parcheggio rasoterra, faremo il tunnel sotto le Torricelle e, fortunatamente, neanche si comincia, risolveremo il problema del traffico in centro storico e a San Zeno devastano, da anni, il quartiere gioiello di Verona per un inutile parcheggio sotterraneo, stanziano un sacco di soldi per sistemare l'arco dei Gavi e poi si accorgono, perché qualcuno li ha svegliati, che ne bastano pochi per renderlo godibile dai cittadini e protetto dai vandali.
A Verona ci sono più di diecimila appartamenti sfitti e, loro dicono, faremo, costruiremo nuove case in tutti i quartieri.
Solo in borgo Venezia ce ne sono trecento nuovi e da anni inutilmente offerti in vendita.
Così per Veronetta e per la Passalacqua: faremo, faremo, faremo.
Perfino le stupidaggini come le ronde padane e i divieti di mangiare panini vicino ai monumenti sono finite nel ridicolo.
In attivo solo la ferocia sociale verso rom e diseredati.
Tosi non ha fatto nulla di importante e il suo compito era quello di lavorare per la sua città e non per la TV e per la sua futura collocazione politica.
E allora, innamorati di Tosi, pare qualcuno anche a sinistra, pensateci bene
Sempre a proposito di Lega.
Il sindaco leghista di Sommacampagna, Gianluigi Soardi, ieri è stato condannato a tre anni e due mesi e all'interdizione dai pubblici uffici per truffa e peculato per atti compiuti quando era anche presidente della ATV la Azienda Trasporti Veronese. Fatture false, rimborsi per viaggi mai fatti, persino per caffè mai bevuti (si faceva dare blocchetti di scontrini non ritirati dai clienti da un bar amico di piazza Erbe) l'auto dell'azienda per scarozzare la famiglia in villeggiatura..... Ma lui dice che continuerà a fare il sindaco
Domani sabato manifestazione contro l'impianto di Ca' del Bue, l'inceneritore inutile e dannoso che inquinerà i comuni vicini e la stessa Verona.
Il raduno è previsto alle 14,30 a Porta Nuova e il corteo arriverà in piazza Bra.
Era appena cominciata la costruzione dell'impianto. circa venti anni fa, e il dottor Sorbini, direttore del nostro museo di Storia Naturale, mi informò che il luogo dove stavano sorgendo i primi manufatti delle fondazioni risultava, dalle carte idrogeologiche, come zona esondabile perché lì vicino ci sono l'Adige e alcune risorgive.
Ne parlai in consiglio regionale e subito dall'Agsm, titolare dell'impianto, mi giunsero accuse di irresponsabile allarmismo ma però, subito, si affrettarono ad alzare di alcuni metri i piloni della struttura.
Questo per ricordare che l'impianto non era nato sotto i migliori auspici anche perché la tangentopoli veronese era scoppiata proprio attorno ad Agsm e Ca' del Bue coinvolgendo e mandando sotto processo e, in alcuni casi in carcere, dirigenti e responsabili dell'azienda.
Ultima nota: la Procura di Brescia ha aperto una nuova inchiesta sulla strage di piazza della Loggia del 1974 che riapre la pista della destra veronese con le rivelazioni di un pentito che parla di un esponente della destra veronese che sarebbe stato a Brescia il giorno della strage.
Bene. E quando Abel e Furlan, dopo aver assassinato un numero imprecisato, ma notevole, di persone si accingevano a fare una strage in una discoteca in provincia di Mantova chi li aiutò a trasportare da Verona la tanica di benzina?
Ancora non c'è risposta.
Giorgio Bragaja
Questo e i precedenti interventi si trovano anche sul sito di Radio Popolare Verona
e su giorgiobragaja.blogspot.com
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