15 ottobre 2010

a radiopop 15-10-2010 su un libro ignorato, il festival areniano e altro

Circa un anno fa è uscito un volume: “Spazi per camminare. Camminare fa bene alla salute” scritto da Armando Barp e Domenico Bolla professori alla Facoltà di Architettura di Venezia nell'ambito di una convenzione tra quella Università e la ULSS 20 di Verona, con la collaborazione del dottor Massimo Valsecchi, degli architetti Andrea Lauria e Giuseppe Caldarola e delle dottoresse Susanna Morgante e Lucia De Noni.

E' un volume di un centinaio di pagine con molti disegni, fotografie, mappe, planimetrie.
Non è in vendita; è stato distribuito alle unità sanitarie del Veneto, ai Comuni, alle Province, ad altri Enti pubblici.
Barp è di Belluno, Bolla è veronese.

E' un testo, impegnativo, sul metodo e sulle concrete possibilità per rendere veramente abitato un luogo abitato. Con cittadini che si muovono, camminano, si incontrano, respirano, parlano tra loro, osservano e capiscono i luoghi della loro esistenza.
Di lettura non sempre facile ma utile, utilissimo. Per tutti, naturalmente, ma soprattutto dovrebbe esserlo per chi, votato, ha il compito di amministrare i beni e i luoghi della nostra vita.

Perché ne parlo? Vedo di spiegarmi.
In questi ultimissimi anni assistiamo nella nostra città, per quel che riguarda la vivibilità dei centri urbani, il traffico, la salute, ad un vero e proprio “Festival dei fuori di testa”.

Dal forzaitaliota che propone in Consiglio Comunale un terrazzamento in cemento armato sporgente un paio di metri su l'Adige lungo le Regaste Redentore da Ponte Pietra alla Giarina, con annessa passerella aerea tra il ponte e piazzetta Santo Stefano, per agevolare il traffico nella strettoia di fronte al Teatro Romano.

Alla gentile consigliera comunale che propone uguale balcone su l'Adige da ponte Catena fino a Parona e lo scavo di tutti i valli sotto le mura sanmicheliane e austriache per fare chilometri di parcheggi sotterranei.

All'assessore Corsi e al sindaco Tosi che, giustificandosi anche con errori delle precedenti Giunte (che ci sono stati, e grossi) scavano dappertutto con chiese che si crepano e reperti archeologici, definiti “quattro sassi”, buttati al macero, piazze alberate distrutte come a San Zeno e giardini senza panchine desolatamente vuoti come in lungadige Matteotti.
Alle panchine con i deterrenti anti immigrati e senzatetto.
A piazza Bra ridotta a becera sagra paesana con rotoli di carta igienica pubblicitari più alti del monumento a Vittorio Emanuele II°.

Allora avevo pensato: questo libro se lo staranno leggendo, i nostri amministratori e tra un po' ne vedremo i benefici effetti; in fondo è stato pagato con i soldi di una azienda pubblica, cioè nostri, e con lo scopo di dare utili indicazioni per migliorare per quanto possibile la nostra vita.

Così mi sono informato e ho avuto le informazioni: la Ussl 20 ha fatto promozione presso tutti gli Enti anche verso il Comune di Verona ma non ha avuto risposte né dalla maggioranza né dalla opposizione mentre altre Ussl sparse per il Veneto e altri Enti pubblici hanno risposto e così gli autori e i loro collaboratori e i dirigenti dell'azienda hanno girato per la regione a fare conferenze e il libro ha avuto successo e apprezzamenti tranne che a Verona.

Così, forse, in qualche altra parte del Veneto le cose miglioreranno mentre da noi continuerà il “Festival dei fuori di testa”.

Altro argomento.

Il sovrintendente della Fondazione Arena, quella degli spettacoli lirici, ha lanciato un grido di allarme perché i soldi calano insieme con gli spettatori e i commercianti e gli industriali veronesi non tirano fuori un euro malgrado, come dice il sovrintendente Girondini, si riempiano le tasche con il famoso indotto. Spalleggiato dall'assessore alla cultura Perbellini fa notare che in altre parti del mondo, che lui ha visitato come la Germania il Giappone, Dubai, gi Stati Uniti..., la cultura è sostenuta e generosamente finanziata.

Girondini potrebbe far risparmiare alla Fondazione Arena i soldi per i suoi viaggi in terre lontane e con l'auto o con il treno o in corriera andare molto più vicino, a Ferrara, a Modena, a Mantova dove ai festival della letteratura, della filosofia, dell'opera lirica nelle strade e nelle piazze, ci vanno, e partecipano attivamente, artisti, letterati, premi Nobel da tutto il mondo e fiumane di gente soprattutto giovani entusiasti e veri protagonisti degli eventi.
E ogni anno va sempre meglio.

Oppure andare al Mart di Rovereto a gustarsi la stupenda collezione di quadri (di impressionisti, e non solo) che recentemente un noto e colto imprenditore veronese ha lasciato in uso a quel museo e non a Verona ritenuta non meritevole.
E poi riflettere e capire che, forse, il trionfo de l'Aida e il balcone di Giulietta non sono il massimo e che occorre fare qualcosa di diverso. Avendone la voglia e la capacità, s'intende.

Ultimo argomento.

L'assessore Di Dio ha detto che lui e la Giunta non sono andati all'incontro con Saviano, padre Alex Zanotelli e i comboniani, che parlavano della tragica realtà del Sud e dei diseredati del mondo, perché era una iniziativa di parte.
Come dire: io sono di un altra parte. Di Dio, lo sapevamo!

Giorgio Bragaja

08 ottobre 2010

Intervento a radiopop 8-10-2010 su “solo per disinfettare”, Quo Vadis , giardini e altro

Il prete Floriano Abrahamowicz. quello che “le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dire se abbiano fatto morti oppure no” e i suoi amici dei vari comitati integralisti veronesi hanno vinto facile.

La Curia ha infatti sfrattato la comunità luterana di Verona dalla chiesa di San Pietro Martire, avuta in uso dal precedente vescovo Carraro, e l'ha costretta in quella sconsacrata di S.Domenico così come chiedevano con tridui, veglie e cortei i fanatici dei comitati integralisti e così come ha deciso, senza fare una piega, il vescovo Zenti.
Anche in disaccordo con le indicazioni del Papa che ha fatto visita alla chiesa luterana della capitale richiamandosi all'ecumenismo della Chiesa.

E il comitato, per ricordare la battaglia di Lepanto, voleva celebrare giovedì, con il prete di cui sopra, una messa nella basilica di Santa Anastasia rivolgendo in particolare una preghiera di ringraziamento alla Vergine Maria per la cacciata dei luterani dalla chiesa di San Pietro Martire.

La notizia di questa celebrazione, riportata con grande evidenza dai media, ha provocato la reazione di alcuni parroci della città tanto che la Diocesi è stata costretta a rifiutare l'uso della basilica affermando, poco credibilmente, di non essere stata informata, di non aver avuto comunicazione riguardo all'uso che se ne voleva fare.

A proposito dello svolgersi di questa triste vicenda don Carlo Vinco scrive su “L'Arena”: “Davvero non c'è altra soluzione che soccombere a chi fa la voce più grossa e minaccia? Mi fa molto pensare la parola della pastora luterana quando dice che la chiesa veronese ha avuto paura. Questa vicenda-prosegue don Vinco-certo piccola e marginale rispetto a tante altre questioni, sembra tuttavia emblematica di un clima che si respira in questi tempi, un clima triste...sembra impossibile che non ci sia altra soluzione che accettare la provocazione e la durezza di alcuni tradizionalisti...”.
Don Vinco è un prete generoso e intelligente e coraggioso ma più di tanto non può.
Posso io e do la mia spiegazione dei fatti.

Il vescovo Zenti è molto amico del sindaco Tosi (condannato in via definitiva per propaganda razzista), il sindaco Tosi è molto amico di Maurizio Ruggiero, presidente dei comitati integralisti che in Comune gira come a casa sua, e dunque la spiegazione è semplice.
Si dice che ogni città ha il sindaco che si merita cosi come ogni diocesi ha il vescovo che si merita.
Non può essere, per caso, che ci sia stato dato al di sopra dei nostri meriti?

Ieri sera, alla Gran Guardia, parlavano quelli di Nigrizia, i Comboniani, padre Alex Zanotelli, Gad Lerner e Roberto Saviano che è anche cittadino onorario di Verona. Sala stracolma. La lunga fila di poltrone riservata alle autorità comunali, deserta. Pure il vescovo Zenti assente.

Altro argomento.
La volta scorsa ho parlato del nuovo sponsor della squadra di calcio Hellas Verona e delle sue cariche in un certo Ordine di Malta e della distribuzione a pioggia di cavalierati e commende a consiglieri comunali della lista Tosi. ( la trascrizione di quel intervento di una settimana fa si può trovare sul mio blog).

Alcuni cittadini mi hanno fatto osservare che l'Ordine di Malta è una cosa seria.
Certo che lo è. Ma lo è quello che si chiama esattamente “Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta” la cui Delegazione veronese ha la sua sede a Santa Toscana e che, assieme a l' “Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme” è uno dei due soli Ordini cavallereschi religiosi riconosciuti dal Vaticano e che, naturalmente, non ha niente a che vedere con quello, stravagante, del nuovo sponsor dell'Hellas-Verona così prodigo di onorificenze agli amici di Tosi.

Per associazione di idee mi torna alla memoria un fatto divertente di alcuni anni fa.
Un giorno un tizio, don Qualcosa, arriva a Verona si sistema in un prestigioso alloggio del centro cittadino e afferma di essere il pretendente al trono del Portogallo. Organizza ricevimenti per la “Verona bene” e distribuisce titoli nobiliari dietro compenso. Naturalmente i soldi servono per la santa causa della riconquista del trono del Portogallo.

I postulanti sono molti, l'anticamera del suo alloggio è molto frequentata.
Tra questi il potente direttore della più grande banca della città, la Cassa Di Risparmio, che viene insignito del titolo di marchese di Fatima. si, proprio di Fatima. Dopo qualche giorno il pretendente al trono si dilegua e il direttore resta senza marchesato e senza 80 milioni delle vecchie lire.

Altro argomento
Non ho testimoni che lo possano confermare perché ero solo davanti alla TV perciò non dovrei dirlo ma lo dico lo stesso.
Quando, giorni fa, ho sentito del fallito attentato al direttore di “Libero”, Belpietro, delle modalità dell'azione, del racconto dell'uomo della scorta, mi son detto: “Ma questa è una patacca, una balla!”
Naturalmente mi posso sbagliare e, come si usa dire in questi casi, attendo fiducioso la conclusione delle indagini. Tuttavia ho poi constatato che molti altri hanno avuto la mia stessa immediata reazione.

Giorgio Bragaja

01 ottobre 2010

a radio popolare 1-10-2010 dimissioni difficili, Hellas e sponsor, varie

Il leghista Soardi, dimessosi da Presidente dell'Azienda Trasporti perché indagato per essersi approfittato di soldi pubblici, è anche sindaco del Comune di Sommacampagna.
Rispondendo a chi gli chiedeva di dimettersi anche da sindaco rispondeva che lui per il bene del Comune sarebbe rimasto al suo posto.
Anche la sindaca leghista del comune di Zimella ha detto che lei resta al suo posto malgrado risulti che il padre, funzionario dell'Ufficio delle Entrate (tasse), indagato per aver intascato bustarelle in cambio di occhi chiusi sulla situazione fiscale di alcuni industriali del settore della concia, abbia così risposto ai magistrati: “erano soldi per la mia famiglia, mia figlia ha comprato due piccoli appartamenti e io ho partecipato alle spese dandole 40 mila euro”.
La sindaca a chi le osservava che sarebbe stato opportuno dimettersi ha risposto. “...perché? sono affari miei e resto per il bene del Comune”. Per il nostro bene.
Il presidente della Fondazione Cariverona Biasi, indagato per bancarotta e, secondo il deputato dell'Italia dei Valori Borghesi, anche in aperto conflitto di interessi perché le sue aziende (ora in liquidazione) avrebbero avuto finanziamenti dalla stessa banca di cui Biasi è socio, è stato affettuosamente invitato dal Consiglio della Fondazione a non dare le dimissioni, a restare al suo posto e lui, commosso, ha benevolmente accolto l'invito. Per il bene della istituzione. Per il nostro bene.
L'ex viceministro socialista veronese Angelo Cresco ha però sollevato una obiezione. Con una lettera a “L'Arena” ha ricordato che “...qualche lustro fa Biasi chiese di rassegnare le dimissioni all'allora membro del consiglio della Cassa di Risparmio dottor Carlo Rinaldini, noto imprenditore titolare tra l'altro della Richard Ginori e delle ceramiche Pagnossin indipendente segnalato dai socialisti, colpito da un avviso di garanzia. Rinaldini mi incontrò e mi comunicò la richiesta fattagli dall'ingegner Biasi in nome dell'opportunità e in difesa del buon nome della Banca.
Il dottor Rinaldini si dimise, venne processato e assolto. Come cambiano i tempi, giustizialisti per gli altri, garantisti per se stessi ”. Così Angelo Cresco.
Biasi è, oggi, in amorosi sensi con i leghisti e con Tosi, nuovi apprendisti stregoni della finanza internazionale, e, dunque, fa come fanno i leghisti. Resta al suo posto per il nostro bene. Fin che dura.
Invece non resta al suo posto l'assessore leghista di S.Michele al Tagliamento (VE) perché arrestato ieri per aver intascato tangenti.

Altro argomento.
Una delle due squadre di calcio della nostra città è l'Hellas Verona nata, più di cento anni fa, per volontà di un gruppo di studenti del liceo “Scipione Maffei” ( perciò il nome Hellas, Grecia ) con un fondo sociale di 32 lire raccolte tra gli stessi studenti. Ora l'Hellas ha un nuovo sponsor.
La presentazione , riportata con grande evidenza da TV e giornali, è avvenuta con tutti i dirigenti della squadra e, naturalmente, con anche la presenza dello sponsor e del suo dirigente amministrativo Andrea Miglioranzi.
Miglioranzi, come si sa, è anche capogruppo della lista Tosi in Consiglio Comunale e lo sponsor, già candidato per “Fiamma tricolore” nelle ultime elezioni provinciali, così si presenta nel suo sito Internet: “.....dopo aver frequentato l'Istituto Superiore ha conseguito il dottorato in diritto internazionale e nel 2008 ha ricevuto l'investitura di Cavaliere di Malta del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme. La Miami International University, prestigioso college e Università degli Stati Uniti d'America, gli ha conferito il 12 settembre 2008 la laurea Honoris Causa in Economia e Gestione Aziendale....in data 15 novembre 2008, a Malta, è stato innalzato al grado di Cav. Grand Ufficiale e, nell'occasione gli è stata conferita la nomina di Ministro della Sicurezza dell'Ordine di Malta “. E poi, in rapida successione, “Gran Croce, Priore, Colonnello comandante provinciale”.
Poche settimane fa , felice coincidenza, il quotidiano “L'Arena”, nella rubrica “Dalla parte del cittadino” tenuta dalla giornalista Marina Fracasso, metteva in guardia sulle lauree facili rilasciate a pagamento da strane Università americane.
Miglioranzi è stato nominato Cavaliere del sopracitato Ordine di Malta e, solo dopo pochi mesi anche Commendatore, mentre è soltanto Cavaliere l'altro consigliere della lista Tosi, Sardelli.

Però si da il caso che la Santa Sede riconosca due soli ordini cavallereschi e quello di cui si parla non è uno dei due e anche il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica italiana ha pubblicato una lunga lista di ordini cavallereschi non riconosciuti e in questo elenco pare proprio che ci sia anche quello di cui stiamo parlando.
Nel logo del nuovo sponsor, sulle maglie dei giocatori, c'è la solita aquila.

Alcuni miei amici, persone per bene, tuttora irriducibili sostenitori dell'Hellas, mi dicono che, in pratica, la squadra è sotto tutela di qualche centinaia di tifosi esagitati che insultano, minacciano, tengono sotto pressione giocatori e dirigenti e che solo recenti provvedimenti di polizia li costringono a non esibire più svastiche e scritte razziste ma che comunque la squadra è continuamente multata per colpa del loro comportamento.
Uno dei rappresentanti della tifoseria, spesso in TV e in Comune, è tale Lomastro denunciato nel 1996 per “l'impiccagione” di un manichino nero sugli spalti della curva sud e, pure lui, già candidato nelle liste di estrema destra.
L'Hellas, per molti veronesi, fa parte del patrimonio anche culturale di Verona. Purché torni ad essere quel che era anni fa prima che la tifoseria proterva di cui sopra occupasse lo stadio.

Alcune varie.

Al Liceo “Montanari” preside e genitori hanno istituito la “Commissione bon ton” ( si, proprio così: commissione bon ton) costituita da genitori e docenti preoccupati per gli atteggiamenti dei giovani allievi (in grande maggioranza ragazze) che userebbero espressioni un po' ardite con esibizione di qualche centimetro di pelle nuda tra jeans e magliette.
La demenziale proposta ha trovato tutti entusiasti; anche i dirigenti scolastici provinciali e regionali Pontara e Palumbo :”così devono fare tutti“e pure i rappresentanti degli studenti di quel liceo . Soprattutto l'assessore regionale all'istruzione Donazzan (AN) che, tra una comparsata e l'altra alle adunate di Casa Pound, ha trovato il tempo per proporre anche l' introduzione della divisa negli istituti superiori perché, ha detto, “la forma é sostanza”. Tutti i giorni meno uno da dedicare, in tuta mimetica, al tiro a segno con il fucile e l'arco come ha proposto il ministro La Russa.
Essendo queste le proposte del liceo “Montanari” per la scuola italiana, la ministra Gelmini, grata, ringrazia e prosegue tranquilla.

A proposito di scuola si registra il solito intasamento di macchine, in seconda e terza fila, con blocco del traffico davanti alle scuole cittadine con genitori ansiosi che accompagnano i propri figli fin sulla porta delle aule. Soprattutto in Borgo Trento quartiere nel quale spopolano fuoristrada mostruosi per i cui proprietari l'educazione è inversamente proporzionale alla cilindrata.

Ho seguito alla televisione il dibattito sulla fiducia al governo Berlusconi. Fortunatamente questa volta i commentatori “democratici” e di sinistra non hanno parlato dell'intervento di Di Pietro con la consueta puzza sotto il naso.

Giorgio Bragaja

14 settembre 2010

altre note per la ripresa degli interventi a Radiopop 13-9-2010

Roma ladrona? Necrologi e incenso, cromosomi e “ veronesità”.

Disperso l'incenso, non solo quello dei turiboli ma anche quello dei giornali e dei “partecipanti al lutto” per la morte dell'avvocato Luigi Righetti che hanno occupato intere pagine dei giornali per più giorni, mi permetto una osservazione.
L'avvocato Righetti, presidente del gruppo Athesis, gruppo proprietario del giornale “L'Arena” del “Giornale di Brescia” e del “Giornale di Vicenza”, è stato uomo di molto peso a Verona e ha influito su scelte importanti per la città.
Non ultima, come ha ricordato l'ex direttore Giuseppe Brugnoli su “L'Arena”, quella di aver bloccato con un blitz notturno anni fa assieme a Giorgio Zanotto e con i soldi della Banca Popolare, l'arrivo a Verona del gruppo editoriale di “Repubblica” quando il giornale “L'Arena”, in difficoltà finanziarie, era in vendita.

Per alcuni, tra questi Brugnoli, fu una fortuna, per altri, e tra questi chi scrive, una disgrazia.
A posteriori, oggi, osservando, per esempio, la sostanziale differenza tra le informazioni e le opinioni offerte da “L'Arena” e, quelle offerte dall'inserto veronese de “Il Corriere della Sera” cioè “Il Corriere di Verona”, confermo quel mio giudizio.
E “Il Corriere di Verona” non è certo un foglio bolscevico.

Si dice anche che l'avvocato Righetti sia stato tra i protagonisti della scomparsa di un libro. Un libro che trattava di Verona e di veronesi che contavano e che ancora contano, politici, giornalisti, banchieri, industriali, alti prelati.... rappresentati con nomi di fantasia ma, tuttavia, riconoscibili.
Per chi volesse saperne di più su quella straordinaria e istruttiva vicenda, quasi incredibile ma vera, sulla scomparsa di quel libro, può andare sul mio Blog e cercare alla data 23-giugno 2009 la trascrizione di un mio intervento a Radio Popolare.

Altro argomento.
Il presidente di una delle più grandi aziende pubbliche di Verona, l'Azienda Trasporti, è indagato dalla magistratura per per l'uso disinvolto di soldi pubblici. E' un leghista doc.
Secondo i magistrati avrebbe usato impropriamente auto e permessi autostradali e autisti dell'Azienda per andarsene in giro per l'Italia, lui e i suoi famigliari, in vacanza con relativi pernottamenti in albergo sempre pagati con i soldi pubblici, cioè nostri, e per aver usato auto e autisti dell'Azienda per accompagnare la figlia all'Università di Padova o la moglie a far la spesa e per essersi fatto rimborsare colazioni consumate in piazza Erbe pur non essendosi mosso dalla sua poltrona di sindaco di Sommacampagna.
Costui oltre che presidente dell'Azienda Trasporti è anche, imposto da Tosi, sindaco leghista del comune di Sommacampagna, fa parte dell'Associazione nazionale delle Aziende di trasporto, è dirigente responsabile dell'Unione piccoli proprietari immobiliari, Uppi, di Verona.
Come presidente dell'Azienda Trasporti ha un compenso lordo di 80 mila euri l'anno (se l'è aumentato un anno fa).
Sommando i vari presumibili compensi lordi delle sue varie attività e togliendo circa il 45% si arriva ad un attendibile netto mensile di circa 12 mila euri (24 milioni delle vecchie lire).
Pochi per lui visto che era anche costretto a mettersi d'accordo con un Caffè di piazza Erbe per aver pacchetti di scontrini di consumazioni, mai fatte, che però si faceva rimborsare dalla sua Azienda.

Quando si parla di soldi pubblici occorre , secondo me, chiarire sempre una cosa che invece viene taciuta e cioè i soldi pubblici non derivano solo da chi, avendo un qualche lavoro e un reddito non da fame paga, o dovrebbe pagare, le tasse, ma anche da chi, disoccupato, precario, barbone compera un sacchetto di pane o un arancia al Supermercato perché su ogni merce venduta una parte del costo va a finire, con l'Iva o altre imposte, allo Stato nel mucchio dei “soldi pubblici”. Cioè chi mette le mani nei soldi pubblici mette le mani anche nelle tasche dei disoccupati, dei precari, dei barboni. Il che rende il tutto ancora più insopportabile.

Ad Arzignano (Vicenza), zona altamente leghista, è in corso una vasta operazione della Guardia di Finanza operazione che coinvolge quasi tutti gli industriali della concia e della lavorazione delle pelli per un gran giro di tangenti con relativa corruzione di funzionari della Agenzia delle Entrate.

Uno dei funzionari indagati per aver intascato mazzette è il padre della sindaca leghista del comune veronese di Zimella. Quando gli inquirenti gli hanno chiesto come impiegasse il denaro delle bustarelle lui ha risposto: “Per il sostentamento del mio nucleo familiare....mia figlia ha comprato due piccoli appartamenti...ho partecipato alla spesa dandole una somma di denaro nell'ordine di 40 mila euro”.
La sindaca taglia corto: “Sono affari miei”. Il segretario provinciale della Lega Nord pure: “Se suo padre ha sbagliato non vedo perché debba essere lei a pagare”.
Non c'è alcun dubbio, le colpe dei padri non devono cadere sui figli. Neppure gli appartamenti pagati con le mazzette però.

Sullo stesso argomento.
Nel veronese sempre la Guardia di Finanza ha scoperto in questi giorni una associazione che, per anni, ha favorito l'immigrazione clandestina promettendo a extracomunitari un posto in aziende italiane, inesistenti, previa il pagamento di 7-8 mila euri. I poveri disgraziati vendevano casa, gregge o altro, pagavano, partivano, arrivavano in Italia e qui, privi di documenti, non trovavano niente e nessuno se non la Polizia che, quando li trovava, li rimandava, disperati, al loro paese di origine.
Alcuni dei responsabili sono finiti in carcere tra questi il presidente del sindacato Ugl coltivatori, altri ai domiciliari con varie e pesantissime accuse tra questi un esponente della Lega già consigliere comunale di Albaredo e segretario politico accusato di aver garantito l'ingresso illegale di almeno 285 cittadini stranieri.

Il presidente leghista del Consiglio regionale del Friulu-Venezia Giulia, Ballaman, è stato costretto alle dimissioni perché indagato per una vicenda simile a quella che riguarda il presidente dell'azienda trasporti di Verona
“Roma ladrona”? Sarà il caso che qualcuno pensi ad un aggiornamento dello slogan.

Ultima.
Il vescovo Zenti ha detto in un convegno che la mafia ha attecchito anche da noi perché con il provvedimento del soggiorno obbligato sono arrivate persone con ” cromosomi estranei alla veronesità”.
Un mio amico mi ha telefonato dicendo: “Ma questo è razzismo! “
L'ho rassicurato: è solo stupidità padana.

Giorgio Bragaja