19 aprile 2009

Intervento a Radio Popolare Verona - Pasetto e tifo (05 febbraio 2009)

Una sera degli anni ottanta alcuni giovani della FGCI stavano affiggendo manifesti contro la pena di morte che l'MSI voleva reintrodurre in Italia. Furono aggrediti da una squadra di fascisti, guidati da Pasetto, con spranghe, tubi metallici e un crik. Mio figlio finì all'ospedale. Le foto scattate all'ospedale mostrano i segni dei colpi sul volto, sulla schiena e sulle braccia, braccia alzate a protezione della testa dai colpi inferti con il crick per evitare conseguenze ben più drammatiche.
Da allora la cronaca veronese è costellata da resoconti di aggressioni, episodi di intolleranza, razzismo fino all'uccisione di Tommasoli e anche dopo con l'ultimo episodio di piazza Viviani al bar Posta.
Aveva ragione il Procuratore Papalia quando, subito dopo l'aggressione di porta Leoni, dichiarò a Radio 24 che “la matrice è nazifascista per l'odio contro gli altri, per la convinzione di essere superiori a chi è diverso, per il tipo di squadraccia che ricorda quelle del ventennio”.
L'arresto degli otto ultras di destra di questi giorni lo conferma.
Inquietanti le sottovalutazioni dell'altra parte. Il ministro leghista Castelli che dichiara (L'Arena del 6-5-08) “ il pestaggio di Verona ( quello conclusosi con la morte di Tommasoli) è statisticamente irrilevante” e il sindaco Tosi che lo riduce ad “un fatto isolato”. Lo si capisce. Poche settimane prima era sfilato tra croci celtiche e saluti romani.
Il tifo violento: la curva sud dell'Hellas-Verona, quella del manichino nero impiccato, quella che, in cotrapposizione alle bandiere con la scritta “Pace”, espone striscioni con scritto “Pache”( botte, in dialetto), è stata creata e nutrita, ideologicamente e politicamente, dall' estrema destra veronese.
Ora si tende a dire che i violenti, gli aggressori di Porta Leoni e di Piazza Viviani non sono riconducibili a movimenti organizzati di estrema destra perchè, questi, si sono oramai istituzionalizzati, sono cioè entrati nelle istituzioni, nei governi degli Enti Locali, Comuni, Regioni, nel Parlamento, nel Governo.
Se è così c'è di che preoccuparsi. Nel 1922, nel 1923 le squadre di Mussolini entrarono nel Governo , si “istituzionalizzarono”. Le violenze nelle strade, anche allora, furono attribuite a frangie impazzite. Quella vera, la violenza vera, si era istituzionalizzata.
Siamo su questa strada?

Per quel che riguarda CasaPound, il circolo di destra veronese, non credo che il nome sia dovuto ad una particolare attenzione verso le opere del poeta Pound quanto piuttosto alle sue dichiarazioni alla Radio italiana durante l'ultima guerra tipo: “Hitler è come Giovanna D'Arco, salverà l'Europa”

Giorgio Bragaja

Intervento a Radio Popolare Verona - Tasse e SS Apostoli (03 febbraio 2009)

Oggi parliamo di tasse, di servizi pubblici e di chiese con le crepe.
Come è noto per alcuni servizi pubblici: asili nido, scuola materna, case dell'Agec ecc. si formano delle graduatorie sulla base dello stato di famiglia, della residenza, del reddito....
I cittadini, le famiglie veronesi, fanno domanda e, sulla base di questi requisiti, avranno, o no, la casa, l'asilo nido per ifigli. Cioè anche sulla base del reddito dichiarato che, però, spesso non corrisponde a quello vero.
Ci sono due categorie di contribuenti: una è quella di chi, come per esempio gli insegnanti, gli autisti degli autobus, i dipendenti dell'Amia, gli operai, gli impiegati degli enti pubblici o privati, i polizziotti, i carabinieri i finanzieri, hanno la busta paga e con quella fanno la dichiarazione dei redditi (automatica alla fonte). Non scappa un euro.
L'altra categoria non ha la busta paga, ha un un reddito professionale: artigiani, avvocati, commercialisti, gioiellieri, architetti, commercianti ecc. hanno un reddito non certificato da un datore di lavoro ma certificato da loro stessi, sulla loro parola.
Bene, anzi male. L'Italia, e Verona è in Italia, è il Paese nel quale, più che in altre parti del mondo, si ritiene che sia giusto non pagare le tasse. Però lo fa chi può perchè, come ho detto, l'operaio, l'insegnante ecc. non possono, gli altri si.
Ogni anno a Verona la Guardia di Finanza individua un bel numero di evasori e recupera un bel po' di soldi. Una recente valutazione della Agenzia per le Entrate, cioè lo Stato, ha rivelato che il mancato entroito per evasione fiscale in Italia corrisponde, all'incirca, a 100 miliardi di euri l'anno. 100 miliardi! Uuna cifra pari a tutta la spesa sanitaria nazionale. Se tutti pagassero le tasse si potrebbe, contemporaneamente raddoppiare il numero degli asili nido, raddoppiare la spesa per la ricerca, aumentare del 45% tutte le pensioni.
L'evasione fiscale comporta anche un'altra palese ingiustizia. A Verona, per esempio. Prima ricordavo che per avere diritto ad alcuni servizi come asili nido, scuole materne, case dell'Agec ecc. bisogna presentare la denuncia dei redditi e, allora, può succedere, e succede, che un architetto o un commerciante che guadagna 100 ma denuncia 10 può mandare suo figlio all'asilo nido pubblico mentre l'impiegato o l'operaio che guadagna 50 e denuncia 50, no, non può, suo figlio resta a casa.
Per anni ho chiesto che Comune e Guardia di Finanza di Verona collaborassero e intrecciassero le loro documentazioni in modo da eliminare questa ingiustizia.
Cioè: chi fa domanda per avere un servizio dal Comune, scuola materna, casa o altro, deve sapere che la sua dichiarazione dei redditi, sulla base della quale può o meno avere diritto a quel servizio, sarà sottoposta ad una giusta verifica per impedire che chi ha tanto abbia ancora di più e che chi ha poco abbia ancora meno.
Finora non è stato fatto ma, come si sa, non è mai troppo tardi.

Ora voglio dire qualcosa sulle crepe della chiesa dei Santi Apostoli, quella chiesa più che millenaria che si affaccia in una piazzetta in corso Cavour.
Il parroco è preoccupato perchè il soffitto è pericolante e, da qualche mese, sono apparse crepe sulle murature. E' un monumento bellissimo, del primo romanico e con notevoli opere d'arte all'interno. Ed è, anche , una delle quattro pieve battesimali della città.
Ora tutti sono preoccupati e, siccome lì si è scavato, e si sta scavando, per fare un parcheggio sotterraneo a più piani, tutti, meno l'impresa costruttrice naturalmente, dicono che le crepe nei muri della chiesa sono dovuti allo sconquasso provocato dalle scavatrici tanto più che anche le case attorno hanno avuto gli stessi problemi.
Allora, a parte il fatto che è demenziale pensare di costruire parcheggi sotterranei in pieno centro storico a Verona perchè, per ben che ti vada, la ruspa sbatte contro qualche reperto romano o medioevale e ti capita, come è capitato in piazza Viviani, che i proprietari, sulla carta, del parcheggio dovranno richiudere tutto e, giustamente, pagare anche le spese del ripristino.
Oppure succede che una delle più antiche chiese di Verona si crepi.
Fin qui tutto normale, anzi no ma, purtroppo, va così.
Quello che invece non è normale è che si pretenda di far pagare il danno a tutti i cittadini. Infatti il Comune di Verona ha stanziato 35 mila euri (70 milioni di lire) per un primo intervento e, dice l'assessore Di Dio: “ ne seguiranno altri”.
Perchè deve pagare il cttadino, il contribuente veronese? Non è certo stato l'impiegato dell'AMIA o l'insegnante delle elementari di Borgo Venezia o l'operaio di Galtarossa a fare le crepe nei muri della chiesa dei Santi Apostoli.
Se le crepe dipendono dagli scavi per il parcheggio a pagare dovranno essere o l'impresa costruttrice o i proprietari dei garage o gli sconsiderati consiglieri comunali che hanno approvato quell'intervento.
Purtroppo non si considera mai il fatto che, quando un assessore, un po' su di giri, proclama: “il Comune darà subito 35 mila euri” quei 35 mila euri vengono fuori dalle nostre tasche.

Giorgio Bragaja

Intervento a Radio Popolare Verona - Giorno della Memoria (27 gennaio 2009)

Oggi, 27 gennaio, è il”Giorno della memoria” per ricordare milioni di donne, bambini, anziani, uccisi nei campi di sterminio nazisti.
Il 27 gennaio perchè, in quella data, nel 1945, l'Armata Rossa entrò nel campo di Auschwitz e rivelò al mondo le atrocità del nazismo. Gli scampati erano pochi così come negli altri campi.
Milioni di persone, di esseri umani, scomparsi. Ebrei, soprattutto, milioni, ma non solo ebrei, anche prigionieri politici comunisti, socialisti, democratici, zingari, omosessuali, testimoni di Geova, semplici cittadini.
E, a verona, domenica, si è inaugurato un monumento per ricordare i deportati, per ricordare quelle vittime. E' un monumento di grande impatto, alto 5/6 metri di metallo scuro che rappresenta, esaltandone la dreammaticità, il filo spinato.
E' un monumento che non lascia indifferenti. A me piace, al di là del suo significato, anche come scultura. So, però, che ad altri non piace.
Alla inaugurazione ha parlato, tra gli altri, il sindaco Tosi con toni di dura condanna contro l'intolleranza e l'antisemitismo. Alcuni, tra i presenti, però, hanno fatto notare una netta contraddizione tra parole e fatti perchè Tosi, che è stato eletto dai veronesi con una altissima percentuale di voti, è stato eletto anche con i voti dell'estrema destra xenofoba e intollerante.
Infatti il capogruppo della lista Tosi in consiglio Comunale è un esponente di primo livello di questa destra che si richiama ai principi più reazionari e razzisti.
Parla, Tosi, davanti al monumento alle vittime del nazismo però sfila anche con le croci celtiche e i saluti romani. Non è una scelta politica la sua, è puro e squallido opportunismo: quel che serve per raggiungere l'obiettivo: la carica di sindaco o la presidenza della Regione o un seggio in Europa.Va bene tutto, va bene la stella di Davide, va bene il saluto romano.
E, ora, un altro fatto ma non del tutto staccato da ciò che ho appena detto.
Pensate a piazza dei Signori. Arrivando da piazza Erbe passando sotto l'arco della Costa là in fondo si vede il palazzo della Prefettura, cioè la reggia degli Scaligeri, con un loggiato aperto e tre archi, murati con mattoni, che fanno angolo con la Loggia di Frà Giocondo.
E' uno dei luoghi più significativi e belli di Verona, forse il più bello, con le Arche scaligere, il cortile del Mercato vecchio, quello del Tribunale, il palazzo del Capitano, scala Mazzanti, i palazzi da poco restaurati...
Anni fa alcuni cittadini, tra questi anche chi vi parla, Rinaldo Olivieri, l'architetto della stella di natale, l'architetto Libero Cecchini, l'architetto Luciano Cenna, il pittore Silvano Girardello e altri pensammo, e dicemmo, che sarebbe stato bello e intelligente aprire anche quei tre archi murati in modo da realizzare un grande spazio aperto, un percorso libero tra la piazza dei Signori, il cortile della Prefettura e corso santa Anastasia.
Un luogo stupendo, pieno di storia e di arte, regalato ai cittadini. E invece? Invece la Giunta Tosi, la Giunta della paura, siccome sulla panchina di pietra, sotto il loggiato, trovavano rifugio per la notte un paio di disgraziati senza casa, ha pensato bene non solo di non aprire i tre archi chiusi dai muri di mattoni ma di chiudere con una cancellata anche il loggiato aperto da tempo immemorabile.
Davano fastidio, i due, tre, senza casa a chi alloggia sopra, cioè al Prefetto? Oppure si è pensato che quei due o tre senza nulla rappresentassero un pericolo anche se, lì intorno, proprio perchè c'è il Prefetto, ci sono sempre carabinieri, polizia e vigili urbani?
Mentre guardavo quella cancellata ho chiesto a dei passanti cosa ne pensassero. “La cancellata bisogna metterla anche alla Loggia di Fra Giocondo!” mi hanno risposto.
E' la Verona della paura dei barboni, è la Verona della benevola tolleranza verso i bravi ragazzi di buona famiglia che, la sera, girano per le strade del centro storico a picchiare i diversi e, magari, ammazzarli.

La paura, creata e alimentata, così si parla poco, o niente, del piano regolatore, delle Banche, della crisi, di chi perde il lavoro e di chi, il lavoro, non lo trova.

giorgio bragaja

28 ottobre 2007

don calabria

Il signor Giovanni Facchinetti su L'Arena del 25 aprile mi rimprovera per aver parlato male di don Calabria e dell'Opus Dei. E' evidente, da parte sua, l'errore frutto di una disattenta lettura. La frase “un solo peccato veniale è un male ben più grave e peggiore di questo bombardamento (su Verona)” attribuita, chissà quanto in buona fede, a don Calabria, era tratta, come avevo precisato, dal sito Internet dei simpatizzanti dell'Opus Dei. Costoro, con quel riferimento a don Calabria, cercavano una conferma alla loro aberrante tesi secondo la quale tutte le disgrazie che capitano all'umanità, dai bombardamenti allo tsunami, sono giusti castighi divini e io, quella incredibile frase, l'avevo riportata proprio per denunciare la loro, e non di don Calabria, invereconda dissennatezza.
Un errore di lettura dunque, ovviamente in buona fede, da parte del signor Facchinetti. Però la buona fede non dovrebbe esimere dal fare ogni sforzo per capire bene quel che si legge.

(Lettera al giornale "L'ARENA" inviata 26 aprile 2007)