a radiopop 16-3-2012 su il nuovo di Castelletti, la verde Verona, Fantoni e altro
C'è un nuovo candidato sindaco, l'avvocato Castelletti per il Pdl, già vicepresidente di Unicredit, della Fiera e di altri Enti pubblici.
La sua prima dichiarazione è stata questa: “ Siamo l'officina di un progetto amministrativo che può diventare laboratorio di un progetto nazionale nell'ottica del Partito popolare europeo, che cerchi anche di riavvicinare la politica alla società. Io non sarò il Monti di Verona ma un tecnico a servizio della città ecc, ecc...”.
Il solito melenso ritornello e, per confermare anche visivamente, che lui è il nuovo si è presentato con alla sua destra il noto Aldo Brancher, il ministro più veloce della Repubblica quello che dopo soli diciassette giorni dalla sua nomina è stato gentilmente ma fermamente convinto dal Presidente della Repubblica Napolitano a lasciare l'incarico perché condannato co sentenza definitiva a due anni e tre mesi per falso in bilancio e ricettazione, e alla sua sinistra, di Castelletti, la senatrice Cinzia Bonfrisco anche lei, evidentemente, espressione del nuovo che gira per il Bel Paese.
Si è definito, Castelletti, un tecnico, cioè staccato dai partiti come se le cariche ricoperte negli anni passati gli fossero state date da Gesù bambino.
Spera di prendere voti anche dai leghisti anti Tosi e, mi auguro di no , anche dai cosiddetti moderati del centro-sinistra tipo Fogliardi e compagnia.
Il candidato sindaco del centro-sinistra Bertucco, fa il suo mestiere con calma (forse un po' troppa calma) e dice le cose che vuol fare in incontri pubblici, su “L'Arena”, sul suo sito e in televisione quando lo invitano.
Tosi, invece, è dappertutto e sempre, coccolato e riverito oggetto di domande sembra fatte apposta per fargli fare bella figura.
Mai nessuno che, anche solo per caso o per sbaglio, gli chieda: “...ma, e le sue ordinanze contro i più disgraziati che Lei ha emanato nel suo Comune? ...ma, e la sua condanna per razzismo?...ma, e la nomina a capogruppo della sua lista in consiglio comunale di chi cantava morte agli ebrei e viva il boia delle Ardeatine?”
Nè Santoro, nè Lerner, nè Floris gli hanno mai posto queste domande, domande che, forse, avrebbero messo un po' in difficoltà il troppo sicuro sindaco di Verona.
Il Politecnico di Torino per conto della Fondazione per la sussidiarietà ha fatto una classifica sul verde e i parchi nelle città e ha classificato Verona tra i primi.
Non conosco i parametri usati per comporre la classifica ma penso che tra questi, necessariamente, ci sarà stato anche l'uso, la fruibilità dei luoghi verdi, la loro funzione anche di luoghi per la socializzazione, gli incontri, l'accoglienza.
Sicuramente agli esperti del Politecnico devono essere sfuggiti i dissuasori fatti saldare dal sindaco sulle panchine per non permettere a chi non ha un tetto di riposarsi ma soprattutto non hanno notato che addirittura in alcuni giardini le panchine non ci sono più perché sono state tolte per lo stesso motivo.
Al Politecnico di Torino sono bravi, sono dei tecnici, come Monti, ma un po' disattenti.
Fantoni, consigliere e vicepresidente del consiglio comunale nell'ultima settimana ha colpito ancora per ben due volte.
Dopo aver proposto nel corso degli ultimi due o tre anni una passerella sopraelevata in acciaio tra ponte Pietra e il sagrato della chiesa di santo Stefano per snellire il traffico davanti al Teatro romano, una galleria sotterranea tra san Giorgio e ponte Garibaldi sempre per snellire il traffico, la copertura de l'arena, e altre cose che non ricordo ma dello stesso livello culturale, l'altro giorno ha proposto l'utilizzo di un mezzo anfibio della guerra del Golfo (Irak) per la navigazione turistica dell'Adige.
Cioè una sorta di carro armato che trasporta i turisti navigando sull'Adige , riemerge, per dire, all'alzaia dell'Arsenale e prosegue, grondante fango, su per il ponte di Castelvecchio verso la Bra.
L'altra proposta è quella di fare il museo dell'amore dedicato a Giulietta nella casa di Romeo in via Arche Scaligere .
Ma la cosiddetta casa di Romeo è abitata, ha un inquilino che ne è anche proprietario.
Inquilino difficile da sfrattare perché non è un extracomunitario, è Paolo Biasi, il presidente della Fondazione Cariverona.
Uno a questo punto può dire: l'anfibio, il ponte sul ponte....ma, dai, non è vero.
E' vero, nero su bianco su “L'Arena” e lo stesso Fantoni in diretta in radio e Tv.
Del resto perché non può essere possibile in una città nella quale una sovrintendenza permette che un sindaco senza chiedere permessi a nessuno collochi statue dove e come gli pare come è successo con l'ultima in piazza delle Poste per omaggiare il culto di Giulietta e Romeo?
La squadra di calcio Verona-Hellas è stata multata per 40 mila euro per i cori razzisti che i suoi ti fosi hanno intonato durante l'ultima partita.
Finora sono centomila euro di multe da pagare e mancano ancora dieci partite.
E' un record. La domanda d'obbligo: come mai il Comune di Verona, con la sua azienda principe, la Agsm, sponsorizza e finanzia la squadra con la tifoseria più razzista del campionato?
E, invece, non sponsorizza anche il Chievo che di tifosi razzisti non ne vuol sapere?
giorgio.bragaja@gmail.com
La trascrizione di questo e dei precedenti interventi su: giorgiobragaja.blogspot.com
e su: radio popolare Verona
16 marzo 2012
02 marzo 2012
intervento a radiopop 2-3-2012 ressa di liste, la Passalacqua? Chi è stato? don Milani.
Manca un mese alla presentazione delle liste per le elezioni al Comune di Verona che si terranno il6 e 7 maggio. Termine per la presentazione delle liste il 3 aprile.
Il presidente della Regione Zaia ha presenziato all'assemblea dell'altro giorno alla Gran Guardia per sostenere la candidatura di Tosi.
Il giornale cittadino scrive e titola come se il presidente desse ragione al sindaco nella decisione di fare una lista, come l'altra volta, cioè con il suo nome: Lista Tosi.
Non è così. Zaia ha semplicemente detto che Tosi deve essere il candidato sindaco cioè una ovvietà.
Non c'è nessuno nella Lega che pensi che Tosi non debba essere il candidato sindaco.Almeno per adesso.
Ci sono invece molti, anche a Verona, che sono d'accordo con Bossi che vede come il fumo negli occhi il fatto che Tosi metta il suo nome alla lista. E, sulla lista con il nome del sindaco, Zaia ha solo detto: vedremo.
I bossiani veronesi che contano, Bricolo Montagnoli ecc.. non c'erano alla Gran Guardia perché erano in Parlamento:
C'era solo il consigliere regionale Sandro Sandri che, convinto di aver un posto in prima fila si era avviato fiducioso per accomodarsi ma il posto per lui non c'era e si è accomodato in fondo alla sala, in piedi, in castigo.
Dunque tutto in alto mare anche se il coordinatore e responsabile per la campagna elettorale di Tosi, Miglioranzi, si proprio lui, ha dichiarato che la lista Tosi “va avanti come un missile”.
E cosi non parlano della città di cosa vogliono fare, che progetti hanno ma solo del nome della lista.
Tant'è che uno dei due Giorgetti, non so quale ma è lo stesso, ha detto “Tosi la smetta di fare la Erzigova, la smetta di fare la diva”.
Espressione al femminile che io ho trovato strana e che altri hanno trovato ambigua.
Sullo stesso registro più o meno tutti i candidati sindaci. E con una gran confusione sulle amicizie- Perché c'è chi si dice amico di Brancher, chi si dice amico della Bonfrisco ma anche di Brancher ma non di Bendinelli, chi dice di essere amico di Fratta Pasini ma non dei Giorgetti, chi di Bertacco ma non di Sboarina.però anche di Brancher e qualche volta di uno solo dei Giorgetti. La Cametti non è amica di nessuno e va da sola o forse con il terzo polo.
Un bel giro di amicizie.
Da parte sua il vescovo Zenti continua ad essere buon amico di Tosi perché, dice, Tosi è un leghista buono
Qualcuno dovrebbe mandare al vescovo l'elenco delle ordinanze di Tosi, ancora tutte in vigore, contro i più deboli e diseredati.
Ma no, il vescovo le conosce bene e per lui va bene così..
L'unico candidato sindaco che parla della città è il candidato sindaco del centro sinistra: Bertucco.
Senza colpi di scena, senza teatralità, con buon senso e precisione. Così come dovrebbero fare tutti.
Tiziana Valpiana, ex parlamentare, ha partecipato l'altro giorno, ad un dibattito alla Società Letteraria. Mi raccontava che quando, parlando della società civile veronese, dei comitati, delle associazioni, dei gruppi di lavoro e del loro ruolo positivo citando l'esempio della Passalacqua, la caserma della Nato ora patrimonio della città e di come si sono svolti i fatti, di come un comitato di cittadini si sia imposto dopo una dura lotta contro la stessa giunta comunale che non ne voleva sapere, che quella caserma non la voleva perché “...500 famiglie di militari americani portano benessere e poi cosa ne facciamo...” i presenti, tra i quali alcuni navigati uomini politici, esprimevano meraviglia.
Se ne erano dimenticati. Pensavano che fosse stato il Comune a volerla, che un sindaco (una sindaca in questo caso) illuminato e intelligente si fosse battuto per averla.
Tutto il contrario. E non solo la giunta e il consiglio comunale erano contro, salvo alcune mosche bianche, rosse per la verità, ma anche tutta la stampa e le televisioni veronesi.
Sono bastati pochi anni, dieci? per dimenticare?
Nella storia di questa città, quando se ne scriverà, la Passalacqua sarà diventata un dono piovuto dal cielo?
Quelli che sono stati i protagonisti di questa straordinaria vicenda hanno il dovere di lasciare una testimonianza, scrivano un libro che documenti come si sono svolte le cose, chi furono i protagonisti.
Questa vicenda, è, deve diventare, una testimonianza di democrazia, deve essere conosciuta e non dimenticata.
Ci sono forse tanti altri esempi, come la vicenda della Passalacqua, nella storia di Verona di questi ultimi decenni?
Domani 3 marzo nella scuola primaria Cangrande della Scala di san Giovanni Lupatoto si terrà un corso di formazione e aggiornamento con riferimento alle tematiche di don Milani, il prete degli ultimi.
Bisognerebbe estenderlo a tutti Comuni con sindaci leghisti.
giorgio.bragaja@gmail.com
La trascrizione di questo e dei precedenti interventi su: giorgiobragaja.blogspot.com
e su: radio popolare verona
Manca un mese alla presentazione delle liste per le elezioni al Comune di Verona che si terranno il6 e 7 maggio. Termine per la presentazione delle liste il 3 aprile.
Il presidente della Regione Zaia ha presenziato all'assemblea dell'altro giorno alla Gran Guardia per sostenere la candidatura di Tosi.
Il giornale cittadino scrive e titola come se il presidente desse ragione al sindaco nella decisione di fare una lista, come l'altra volta, cioè con il suo nome: Lista Tosi.
Non è così. Zaia ha semplicemente detto che Tosi deve essere il candidato sindaco cioè una ovvietà.
Non c'è nessuno nella Lega che pensi che Tosi non debba essere il candidato sindaco.Almeno per adesso.
Ci sono invece molti, anche a Verona, che sono d'accordo con Bossi che vede come il fumo negli occhi il fatto che Tosi metta il suo nome alla lista. E, sulla lista con il nome del sindaco, Zaia ha solo detto: vedremo.
I bossiani veronesi che contano, Bricolo Montagnoli ecc.. non c'erano alla Gran Guardia perché erano in Parlamento:
C'era solo il consigliere regionale Sandro Sandri che, convinto di aver un posto in prima fila si era avviato fiducioso per accomodarsi ma il posto per lui non c'era e si è accomodato in fondo alla sala, in piedi, in castigo.
Dunque tutto in alto mare anche se il coordinatore e responsabile per la campagna elettorale di Tosi, Miglioranzi, si proprio lui, ha dichiarato che la lista Tosi “va avanti come un missile”.
E cosi non parlano della città di cosa vogliono fare, che progetti hanno ma solo del nome della lista.
Tant'è che uno dei due Giorgetti, non so quale ma è lo stesso, ha detto “Tosi la smetta di fare la Erzigova, la smetta di fare la diva”.
Espressione al femminile che io ho trovato strana e che altri hanno trovato ambigua.
Sullo stesso registro più o meno tutti i candidati sindaci. E con una gran confusione sulle amicizie- Perché c'è chi si dice amico di Brancher, chi si dice amico della Bonfrisco ma anche di Brancher ma non di Bendinelli, chi dice di essere amico di Fratta Pasini ma non dei Giorgetti, chi di Bertacco ma non di Sboarina.però anche di Brancher e qualche volta di uno solo dei Giorgetti. La Cametti non è amica di nessuno e va da sola o forse con il terzo polo.
Un bel giro di amicizie.
Da parte sua il vescovo Zenti continua ad essere buon amico di Tosi perché, dice, Tosi è un leghista buono
Qualcuno dovrebbe mandare al vescovo l'elenco delle ordinanze di Tosi, ancora tutte in vigore, contro i più deboli e diseredati.
Ma no, il vescovo le conosce bene e per lui va bene così..
L'unico candidato sindaco che parla della città è il candidato sindaco del centro sinistra: Bertucco.
Senza colpi di scena, senza teatralità, con buon senso e precisione. Così come dovrebbero fare tutti.
Tiziana Valpiana, ex parlamentare, ha partecipato l'altro giorno, ad un dibattito alla Società Letteraria. Mi raccontava che quando, parlando della società civile veronese, dei comitati, delle associazioni, dei gruppi di lavoro e del loro ruolo positivo citando l'esempio della Passalacqua, la caserma della Nato ora patrimonio della città e di come si sono svolti i fatti, di come un comitato di cittadini si sia imposto dopo una dura lotta contro la stessa giunta comunale che non ne voleva sapere, che quella caserma non la voleva perché “...500 famiglie di militari americani portano benessere e poi cosa ne facciamo...” i presenti, tra i quali alcuni navigati uomini politici, esprimevano meraviglia.
Se ne erano dimenticati. Pensavano che fosse stato il Comune a volerla, che un sindaco (una sindaca in questo caso) illuminato e intelligente si fosse battuto per averla.
Tutto il contrario. E non solo la giunta e il consiglio comunale erano contro, salvo alcune mosche bianche, rosse per la verità, ma anche tutta la stampa e le televisioni veronesi.
Sono bastati pochi anni, dieci? per dimenticare?
Nella storia di questa città, quando se ne scriverà, la Passalacqua sarà diventata un dono piovuto dal cielo?
Quelli che sono stati i protagonisti di questa straordinaria vicenda hanno il dovere di lasciare una testimonianza, scrivano un libro che documenti come si sono svolte le cose, chi furono i protagonisti.
Questa vicenda, è, deve diventare, una testimonianza di democrazia, deve essere conosciuta e non dimenticata.
Ci sono forse tanti altri esempi, come la vicenda della Passalacqua, nella storia di Verona di questi ultimi decenni?
Domani 3 marzo nella scuola primaria Cangrande della Scala di san Giovanni Lupatoto si terrà un corso di formazione e aggiornamento con riferimento alle tematiche di don Milani, il prete degli ultimi.
Bisognerebbe estenderlo a tutti Comuni con sindaci leghisti.
giorgio.bragaja@gmail.com
La trascrizione di questo e dei precedenti interventi su: giorgiobragaja.blogspot.com
e su: radio popolare verona
18 febbraio 2012
intervento a radiopop 17-2-2012 su evasori, monumenti, Fantoni...
Credo di non sbagliarmi se dico che l'Italia tra i grandi Paesi europei è il Paese nel quale l'evasione fiscale è maggiormente diffusa, diffusa capillarmente.
Le ragioni sono molteplici: la cattiva amministrazione degli enti pubblici, particolarità culturali e religiose, tradizioni...
Però, secondo me, c'è anche il fatto (e non me ne vogliano gli ex democristiani) che, appunto, per tanti anni il partito egemone in Italia è stato la Democrazia Cristiana partito che, attraverso le sue organizzazioni politiche, sindacali, culturali, ha praticato verso questo tipo di reato più l'indulgenza che la severità.
Quando (tanti anni fa) fui eletto per la prima volta in consiglio comunale dopo pochi giorni l'assessore ai tributi mi invitò nel suo ufficio. Era, naturalmente, della DC e fratello di un importante ministro.
Io insegnavo e così mia moglie e i nostri redditi erano ,perciò, facilmente individuabili e individuati.
Allora una parte delle “tasse” si pagava al Comune: l'imposta di famiglia.
Il colloquio con l'assessore fu breve. Lui disse “vediamo un po' cosa si può fare” e io risposi “no grazie” cosi come avevano fatto precedentemente tutti i colleghi del mio gruppo consiliare.
Questo per dire che già allora era ritenuta cosa normale fare i furbi con il fisco.
Del resto, sempre allora, i grandi redditieri veronesi, che avevano la fonte della loro ricchezza in città migravano nei comuni della provincia amministrati da compiacenti sindaci democristiani dove pagavano una imposta di famiglia poco più alta della mia.
A proposito di redditi: Negli Stati Uniti sta riprendendo piede un'idea che era venuta ad un membro del Congresso, credo alla fine dell' 800, poi ripresa durante l'era Roosevelt e di nuovo abbandonata: quella di stabilire per legge un “salario minimo” e un “salario massimo” e cioè che non si potesse scendere sotto ad un “salario” che consentisse una vita decente e che non si potesse superare un “salario” alto ma non ancora indecente.
Pare che Marchionne non sia d'accordo. In un giorno incassa quanto un suo operaio in un anno.
Non è un conto sbagliato, esagerato, è proprio giusto.
Ci risiamo.
L'assessora alla cultura del Comune Mimma Perbellini e la presidente della commissione cultura della Assimp ( Associazione di imprese veronesi) annunciano di aver deciso di affidare agli studenti dell'Accademia Cignaroli il compito di progettare e realizzare ogni anno un monumento in pietra o in bronzo da collocare poi nei parchi cittadini.
Naturalmente il primo, quello che sarà realizzato quest'anno, dice la Perbellini, avrà come tema l'amore perché questa è la città di Giulietta.
Qualche consigliere comunale dovrebbe chiedere agli uffici di fare un inventario di tutti i monumenti, le targhe, i busti, le targhette sparsi un po' dappertutto e poi di considerare la possibilità di sfoltire questo museo degli orrori magari con l'aiuto della inconsapevole sovrintendente.
Il consigliere e vicepresidente del consiglio comunale Fantoni torna a colpire.
Dopo aver proposto l'Howercraft in Adige, la passerella aerea in metallo tra ponte Pietra e il sagrato di santo Stefano per abolire il semaforo dell'incrocio che rallenta il traffico, dopo aver proposto una galleria tra la chiesa di san Giorgio e il ponte Garibaldi sempre per sveltire il traffico, con relativo abbattimento di un pezzo di mura antiche, è tornato sulla sua prima idea fissa: la copertura dell'arena.
In tanti preoccupati, gli avevano consigliato di lasciar perdere ma tra non molto ci saranno le elezioni e lui è convinto che queste sue proposte gli porteranno molti voti dei veronesi e, visto che è stato eletto più volte e non risultano agli atti altre sue iniziative significative, è probabile che abbia ragione lui.
Tanto più che, questa volta, gli hanno dato ragione anche il sindaco Tosi e il sovrintendente della fondazione Arena Girondini.
Si, dunque, alla copertura dell'arena si a tutte le altre genialità del vicepresidente del consiglio comunale.
Questa è Verona e questi sono i veronesi.
E' proprio così?
Davvero?
Se non è così perché non cominciamo a dirlo che non è così?
A dire che quelli che oggi governano la città sono cosa diversa dalla nostra cultura, sono alieni, gente che non ha “sapere”, che governa una città che non conosce e che non ama.
La città, la mia città, non è la città di Tosi.
La sua è un altra città che non conosco e che non potrei amare.
Credo di non sbagliarmi se dico che l'Italia tra i grandi Paesi europei è il Paese nel quale l'evasione fiscale è maggiormente diffusa, diffusa capillarmente.
Le ragioni sono molteplici: la cattiva amministrazione degli enti pubblici, particolarità culturali e religiose, tradizioni...
Però, secondo me, c'è anche il fatto (e non me ne vogliano gli ex democristiani) che, appunto, per tanti anni il partito egemone in Italia è stato la Democrazia Cristiana partito che, attraverso le sue organizzazioni politiche, sindacali, culturali, ha praticato verso questo tipo di reato più l'indulgenza che la severità.
Quando (tanti anni fa) fui eletto per la prima volta in consiglio comunale dopo pochi giorni l'assessore ai tributi mi invitò nel suo ufficio. Era, naturalmente, della DC e fratello di un importante ministro.
Io insegnavo e così mia moglie e i nostri redditi erano ,perciò, facilmente individuabili e individuati.
Allora una parte delle “tasse” si pagava al Comune: l'imposta di famiglia.
Il colloquio con l'assessore fu breve. Lui disse “vediamo un po' cosa si può fare” e io risposi “no grazie” cosi come avevano fatto precedentemente tutti i colleghi del mio gruppo consiliare.
Questo per dire che già allora era ritenuta cosa normale fare i furbi con il fisco.
Del resto, sempre allora, i grandi redditieri veronesi, che avevano la fonte della loro ricchezza in città migravano nei comuni della provincia amministrati da compiacenti sindaci democristiani dove pagavano una imposta di famiglia poco più alta della mia.
A proposito di redditi: Negli Stati Uniti sta riprendendo piede un'idea che era venuta ad un membro del Congresso, credo alla fine dell' 800, poi ripresa durante l'era Roosevelt e di nuovo abbandonata: quella di stabilire per legge un “salario minimo” e un “salario massimo” e cioè che non si potesse scendere sotto ad un “salario” che consentisse una vita decente e che non si potesse superare un “salario” alto ma non ancora indecente.
Pare che Marchionne non sia d'accordo. In un giorno incassa quanto un suo operaio in un anno.
Non è un conto sbagliato, esagerato, è proprio giusto.
Ci risiamo.
L'assessora alla cultura del Comune Mimma Perbellini e la presidente della commissione cultura della Assimp ( Associazione di imprese veronesi) annunciano di aver deciso di affidare agli studenti dell'Accademia Cignaroli il compito di progettare e realizzare ogni anno un monumento in pietra o in bronzo da collocare poi nei parchi cittadini.
Naturalmente il primo, quello che sarà realizzato quest'anno, dice la Perbellini, avrà come tema l'amore perché questa è la città di Giulietta.
Qualche consigliere comunale dovrebbe chiedere agli uffici di fare un inventario di tutti i monumenti, le targhe, i busti, le targhette sparsi un po' dappertutto e poi di considerare la possibilità di sfoltire questo museo degli orrori magari con l'aiuto della inconsapevole sovrintendente.
Il consigliere e vicepresidente del consiglio comunale Fantoni torna a colpire.
Dopo aver proposto l'Howercraft in Adige, la passerella aerea in metallo tra ponte Pietra e il sagrato di santo Stefano per abolire il semaforo dell'incrocio che rallenta il traffico, dopo aver proposto una galleria tra la chiesa di san Giorgio e il ponte Garibaldi sempre per sveltire il traffico, con relativo abbattimento di un pezzo di mura antiche, è tornato sulla sua prima idea fissa: la copertura dell'arena.
In tanti preoccupati, gli avevano consigliato di lasciar perdere ma tra non molto ci saranno le elezioni e lui è convinto che queste sue proposte gli porteranno molti voti dei veronesi e, visto che è stato eletto più volte e non risultano agli atti altre sue iniziative significative, è probabile che abbia ragione lui.
Tanto più che, questa volta, gli hanno dato ragione anche il sindaco Tosi e il sovrintendente della fondazione Arena Girondini.
Si, dunque, alla copertura dell'arena si a tutte le altre genialità del vicepresidente del consiglio comunale.
Questa è Verona e questi sono i veronesi.
E' proprio così?
Davvero?
Se non è così perché non cominciamo a dirlo che non è così?
A dire che quelli che oggi governano la città sono cosa diversa dalla nostra cultura, sono alieni, gente che non ha “sapere”, che governa una città che non conosce e che non ama.
La città, la mia città, non è la città di Tosi.
La sua è un altra città che non conosco e che non potrei amare.
10 febbraio 2012
intervento a radio pop 10-12-12 su il vescovo della Lega, il collezionista di patacche, Bertucco, Foibe
Il vescovo di Verona, come era prevedibile, ha cominciato la campagna elettorale per la Lega con la stessa impudicizia con la quale aveva iniziato il suo sodalizio con Tosi fin dai primi giorni del suo ufficio.
Durante una lunga intervista rilasciata a Bruno Fasani per l'emittente Telechiara afferma: “Non esito a dire che il dialogo con le amministrazioni veronesi della Lega è possibile perché si tratta di un leghismo stemperato e di buon senso, ma prendo le giuste distanze dal leghismo radicale”.
Dunque quello di Tosi, per il vescovo Zenti , è un leghismo “di buon senso”.
Buon senso che ha condotto Tosi ad essere condannato in via definitiva per razzismo per la sua condotta verso i più deboli e diseredati.
Buon senso che induce Tosi a mantenere in vigore tutte le indegne ordinanze emesse sempre contro i più deboli e indifesi.
Buon senso che gli ha fatto mettere i dissuasori sulle panchine.
Buon senso che lo fa essere maroniano cioè amico di Maroni il ministro degli interni ideatore delle più feroci misure contro i disperati del Mediterraneo.
Buon senso con il quale ha scelto come suo massimo rappresentante in consiglio comunale e come organizzatore della sua prossima campagna elettorale uno che si dichiara apertamente fascista e che inneggiava alle camere a gas.
Dicono che tutti i buoni sacerdoti, e tanto più i vescovi, come buona regola, tengano sempre il Vangelo sul comodino e che, prima di dormire, non manchino mai di leggerne alcune pagine.
Ma, come si sa, ogni regola ha la sua eccezione.
Zenti in Diocesi, Tosi in Comune, Girondini alla Fondazione Arena, Bortolazzi (fino a ieri) all'aeroporto.
Meno male che abbiamo il Papà del Gnoco che bilancia un po' le cose.
Nei giorni scorsi stampa e televisioni veronesi hanno dato grande rilievo ad una notizia, diciamo, mondano-politica.
Il consigliere comunale e capogruppo della lista Tosi in consiglio comunale Andrea Miglioranzi, ha ricevuto un altra onorificenza cavalleresca.
E' stato nominato cavaliere dell' “Ordine dell'Aquila d'oro” dai Corpi Sanitari Internazionali, onorificenza che si aggiunge alla commenda ricevuta un anno fa da parte dell' ordine cavalleresco di Gerusalemme e del Santo Sepolcro o qualcosa di simile.
Come si evince da una semplice richiesta telefonica, o via internet, dalla direzione della Croce Rossa Italiana, dal Ministero degli Interni, e dagli uffici vaticani, o ancora più semplicemente come ho fatto io si fa una telefonata al cittadino veronese che è il legittimo rappresentante dell'ordine cavalleresco religioso che fa riferimento al Santo Sepolcro, le risposte sono univoche: le associazioni di riferimento che hanno conferito le onorificenze di cui sopra sono meno credibili del mago Otelma e le onorificenze che distribuiscono a pioggia sono soltanto patacche.
Ricordo, anni fa, giunse a Verona un tipo intraprendente che si insediò in un grande albergo e dichiarò di essere il legittimo pretendente al trono del Portogallo.
Molti veronesi (ricchi) andarono in quell'albergo per riverirlo ma soprattutto per essere insigniti di una qualche onorificenza cavalleresca naturalmente pagando.
Tra questi il potente direttore della più importante banca cittadina che si recò all'albergo fece i dovuti inchini sborsò gli altrettanto dovuti milioni (80, di allora) e tornò a casa con il titolo di marchese di Fatima.
Marchese di Fatima! Roba che una persona semplicemente non stupida avrebbe capito subito che si trattava di un bidone.
I bidonati, un bel numero, se ne resero conto solo quando il legittimo pretendente al trono del Portogallo lasciò l'albergo inseguito dalla questura.
Il simbolo dell'Agsm compare sulle maglie della squadra quando questa gioca in casa e il simbolo di Sicurint Group compare sulle maglie della squadra quando questa gioca in trasferta.
Il simbolo di Sicurint Group è una vistosa aquila ad ali rigide spiegate simbolo molto, molto, molto simile a quello della Wermacht hitleriana.
Foibe.
Oggi è “Il giorno della memoria” e si commemorano le vittime delle foibe. Centinaia di italiani uccisi e gettati nelle cavità carsiche.
E' stata una vicenda atroce preceduta da altre vicende altrettanto atroci di segno opposto, Queste ultime meno conosciute.
Per esempio non si parla, e non si scrive, mai di una vicenda dai risvolti grotteschi in tanta tragedia.
Nel 1943, come ultima umiliazione, Mussolini e Vittorio Emanuele III imposero al popolo croato, sottomesso dalle truppe tedesche e italiane, un re italiano, Aimone di Savoia con il nome di Tomislavo II.
La giornalista Alessandra Vaccari ha dedicato quattro intere livide pagine de “L'Arena”, naturalmente con il consenso del direttore Cattaneo, a Zeno Rocca il giovane incarcerato (oggi ai domiciliari) per la sua partecipazione ai moti anti Tav.
La Vaccari è una giornalista con l'elmetto: Irak, Afganistan, Cambogia a volte con il suo amico Nerozzi, quello che ha patteggiato un anno e dieci mesi (se non avesse patteggiato avrebbe preso il doppio e sarebbe finito in galera) perché, violando la legge italiana, stava arruolando mercenari per un colpo di stato alle isole Comore non per portarvi la democrazia, alla Che Guevara per intenderci, ma per rovesciare il legittimo governo democratico e consentire alle immobiliari internazionali del turismo di lusso di fare i loro affari.
giorgio.bragaja@gmail.com
La trascrizione di questo e dei precedenti interventi su: giorgiobragaja.blogspot.com
e su: radio popolare Verona
Il vescovo di Verona, come era prevedibile, ha cominciato la campagna elettorale per la Lega con la stessa impudicizia con la quale aveva iniziato il suo sodalizio con Tosi fin dai primi giorni del suo ufficio.
Durante una lunga intervista rilasciata a Bruno Fasani per l'emittente Telechiara afferma: “Non esito a dire che il dialogo con le amministrazioni veronesi della Lega è possibile perché si tratta di un leghismo stemperato e di buon senso, ma prendo le giuste distanze dal leghismo radicale”.
Dunque quello di Tosi, per il vescovo Zenti , è un leghismo “di buon senso”.
Buon senso che ha condotto Tosi ad essere condannato in via definitiva per razzismo per la sua condotta verso i più deboli e diseredati.
Buon senso che induce Tosi a mantenere in vigore tutte le indegne ordinanze emesse sempre contro i più deboli e indifesi.
Buon senso che gli ha fatto mettere i dissuasori sulle panchine.
Buon senso che lo fa essere maroniano cioè amico di Maroni il ministro degli interni ideatore delle più feroci misure contro i disperati del Mediterraneo.
Buon senso con il quale ha scelto come suo massimo rappresentante in consiglio comunale e come organizzatore della sua prossima campagna elettorale uno che si dichiara apertamente fascista e che inneggiava alle camere a gas.
Dicono che tutti i buoni sacerdoti, e tanto più i vescovi, come buona regola, tengano sempre il Vangelo sul comodino e che, prima di dormire, non manchino mai di leggerne alcune pagine.
Ma, come si sa, ogni regola ha la sua eccezione.
Zenti in Diocesi, Tosi in Comune, Girondini alla Fondazione Arena, Bortolazzi (fino a ieri) all'aeroporto.
Meno male che abbiamo il Papà del Gnoco che bilancia un po' le cose.
Nei giorni scorsi stampa e televisioni veronesi hanno dato grande rilievo ad una notizia, diciamo, mondano-politica.
Il consigliere comunale e capogruppo della lista Tosi in consiglio comunale Andrea Miglioranzi, ha ricevuto un altra onorificenza cavalleresca.
E' stato nominato cavaliere dell' “Ordine dell'Aquila d'oro” dai Corpi Sanitari Internazionali, onorificenza che si aggiunge alla commenda ricevuta un anno fa da parte dell' ordine cavalleresco di Gerusalemme e del Santo Sepolcro o qualcosa di simile.
Come si evince da una semplice richiesta telefonica, o via internet, dalla direzione della Croce Rossa Italiana, dal Ministero degli Interni, e dagli uffici vaticani, o ancora più semplicemente come ho fatto io si fa una telefonata al cittadino veronese che è il legittimo rappresentante dell'ordine cavalleresco religioso che fa riferimento al Santo Sepolcro, le risposte sono univoche: le associazioni di riferimento che hanno conferito le onorificenze di cui sopra sono meno credibili del mago Otelma e le onorificenze che distribuiscono a pioggia sono soltanto patacche.
Ricordo, anni fa, giunse a Verona un tipo intraprendente che si insediò in un grande albergo e dichiarò di essere il legittimo pretendente al trono del Portogallo.
Molti veronesi (ricchi) andarono in quell'albergo per riverirlo ma soprattutto per essere insigniti di una qualche onorificenza cavalleresca naturalmente pagando.
Tra questi il potente direttore della più importante banca cittadina che si recò all'albergo fece i dovuti inchini sborsò gli altrettanto dovuti milioni (80, di allora) e tornò a casa con il titolo di marchese di Fatima.
Marchese di Fatima! Roba che una persona semplicemente non stupida avrebbe capito subito che si trattava di un bidone.
I bidonati, un bel numero, se ne resero conto solo quando il legittimo pretendente al trono del Portogallo lasciò l'albergo inseguito dalla questura.
Il simbolo dell'Agsm compare sulle maglie della squadra quando questa gioca in casa e il simbolo di Sicurint Group compare sulle maglie della squadra quando questa gioca in trasferta.
Il simbolo di Sicurint Group è una vistosa aquila ad ali rigide spiegate simbolo molto, molto, molto simile a quello della Wermacht hitleriana.
Foibe.
Oggi è “Il giorno della memoria” e si commemorano le vittime delle foibe. Centinaia di italiani uccisi e gettati nelle cavità carsiche.
E' stata una vicenda atroce preceduta da altre vicende altrettanto atroci di segno opposto, Queste ultime meno conosciute.
Per esempio non si parla, e non si scrive, mai di una vicenda dai risvolti grotteschi in tanta tragedia.
Nel 1943, come ultima umiliazione, Mussolini e Vittorio Emanuele III imposero al popolo croato, sottomesso dalle truppe tedesche e italiane, un re italiano, Aimone di Savoia con il nome di Tomislavo II.
La giornalista Alessandra Vaccari ha dedicato quattro intere livide pagine de “L'Arena”, naturalmente con il consenso del direttore Cattaneo, a Zeno Rocca il giovane incarcerato (oggi ai domiciliari) per la sua partecipazione ai moti anti Tav.
La Vaccari è una giornalista con l'elmetto: Irak, Afganistan, Cambogia a volte con il suo amico Nerozzi, quello che ha patteggiato un anno e dieci mesi (se non avesse patteggiato avrebbe preso il doppio e sarebbe finito in galera) perché, violando la legge italiana, stava arruolando mercenari per un colpo di stato alle isole Comore non per portarvi la democrazia, alla Che Guevara per intenderci, ma per rovesciare il legittimo governo democratico e consentire alle immobiliari internazionali del turismo di lusso di fare i loro affari.
giorgio.bragaja@gmail.com
La trascrizione di questo e dei precedenti interventi su: giorgiobragaja.blogspot.com
e su: radio popolare Verona
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